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Fertility Day, l’ideatrice della campagna: “Ora che ho perso il lavoro come lo faccio un figlio?”

22 settembre 2016

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’oramai ex responsabile della comunicazione del Fertility Day, che ci ha chiesto di rimanere anonima, (“Va bene perdere il lavoro, ma essere spuattanata a vita anche no” ci ha spiegato). Per tale ragione la chiameremo con lo pseudonimo di KKK.

Allora signora, a proposito signora o signorina?

Signorina, signorina. E ora che ho perso il lavoro, credo che lo rimarrò a lungo. Come potrò permettermi un figlio? Lo sapevo che avrei dovuto approfittare di quel turista ubriaco quando l’Italia ha vinto i mondiali!

Ci dispiace molto, ma d’altronde la sua campagna per il Fertility Day è stata un disastro. Ha fatto arrabbiare praticamente tutti.

Cose che succedono quando bisogna accontentare tutti! Ma come si fa a lavorare per un governo formato da dalemiani, alfaniani, renziani, verdiniani quattro scimmie e una piovra? Questo non è un governo, ma un’orgia interracial! E lo sa cosa vuol dire fare un’orgia con Alfano? Poi uno si chiede come mai lavora male.

La capisco, però ammetterà che alcuni errori erano evitabili. Alla fine siete stati accusati pure di razzismo.

E per fortuna che abbiamo bocciato la prima bozza, un negrone nudo con un cazzo di quaranta centimetri che diceva (il negro, non il cazzo): “Uomo bianco, fertilizzi tu o vuoi che ci pensi io?”.

Per fortuna! E del ministro Lorenzin cosa pensa? Le ha scaricato addosso tutte le colpe, ma in fondo era lei che ha datto l’imprimatur alla campagna.

Ma no, guardi. Me ne prendo la responsabilità. Perché, in fondo, nonostante l’aspetto, la voce, il modo di vestire, anche il ministro Lorenzin è una donna. Dovevo capirlo che quel “Sì” significava “No”.

E adesso cosa pensa di fare?

Non lo so proprio. Potrei lavorare per voi! Cosa ne pensa di una bella campagna per convincere la gente a seguire la satira? Se Brignano è d’accordo a farci da testimonial, sarà un successone!

Matteo Adami

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