un fotogramma della lotta per l'articolo indeterminativo.

un fotogramma della lotta per l'articolo indeterminativo.

Femministe sotto l’Accademia della Crusca: “Vogliamo anche noi UN senza apostrofo”

7 aprile 2014

Firenze – Una folla di estrogeni femminili si è riversata ieri fuori dalla Villa Medicea di Castello, sede della prestigiosa Accademia della Crusca. Mamme che avevano appena portato i figli a scuola, trentenni single per scelta e donne brutte hanno partecipato ad un assedio cruento di circa mezz’ora per protestare contro la discriminazione sull’uso dell’ UN, che posto davanti a una parola femminile che inizia con una vocale si trova in forma apostrofata.

A spiegare le ragioni del movimento la portavoce Micaela Mascara: “Quella italiana è una società storicamente maschilista, e l’esempio più calzante è quello della lingua. La cosa non ci meraviglia. Sappiamo tutte che i padri del nostro stile, da Dante a Manzoni, erano dei morti di figa. Non c’è da meravigliarsi, dunque, per questa scellerata distinzione fra articolo indeterminativo maschile e femminile. Perché in un amico e un’amica dovrebbe esserci differenza? Le amiche possono essere delle ottime consigliere, perché devono valere meno o essere a tutti i costi divise dagli amici maschi? Si pronunciano nel solito modo, entrambe le parole iniziano con una vocale. E infatti il 90% delle persone che scrive di getto sbaglia regolarmente. La lingua stessa ci discrimina, e tutto questo deve cessare. Basta arrampicarsi sugli specchi, non esiste una ragione specifica dell’un con l’apostrofo se non quella della pura e semplice disuguaglianza. Potrei anche sbagliarmi, ma visto che ho le mestruazioni da quando sono tredicenne, ho partorito e posseggo un famigerato sesto senso che mi rende superiore, non credo proprio. Siamo qui per chiedere l’abolizione di questa stupida regola, sperando che anche le donne che stanno dentro l’Accademia scendano con noi a protestare: ragazze, siamo qui anche per voi! Una volta raggiunto il nostro scopo, e lo raggiungeremo sicuramente perché una donna porta sempre a termine i suoi compiti (a differenza degli uomini buoni solo a sparpagliare calzini), chiederemo anche spiegazioni sul perché per il maschile la forma debole è il e quella forte è lo (e l’) mentre per il femminile l’unica forma, che unifica quella debole e quella forte, è la. Ne vogliamo un’altra anche noi! Lotteremo con tutte le nostre forze e non ci arrenderemo finché non verrà istituito l’ul!“.

 

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