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Family Day. Critiche sulla scelta di Roma: “Città fondata da uno che per mamma ha avuto una lupa”

28 gennaio 2016

ROMA – Manca poco al Family Day e a turbare il clima serenissimo dell’attesa di questa festa gioiosa arriva una polemica estemporanea. Sulle mura aureliane è infatti comparso un gigantesco graffito in cui campeggia la famosa lupa capitolina nell’atto di allattare Romolo e Remo e, sotto, una scritta “A mamma der fondatore de Roma è ‘na lupa: er Family Day fatevelo a casa della Parodi”.

Il gesto non era stato rivendicato ma sin da subito è apparso opera di un unico, confuso individuo, certamente allevato da una coppia di froci. L’ipotesi è stata però smentita dalla successiva cattura del graffitaro: i genitori del vandalo hanno rassicurato gli organizzatori garantendo innanzitutto di essere di sesso diverso e poi che avrebbero risolto la cosa mandando il figlio in camera sua senza cena. Gli organizzatori hanno invece proposto di procedere dispensandogli cinghiate bestiali sulla schiena* a mo’ di “Passion” di Mel Gibson, punizione più in linea con lo spirito della famiglia naturale.

“Roma è adattissima per il Family Day. Quella della lupa è una leggenda: Romolo e Remo furono accuditi da una prostituta e le puttane sono un elemento chiave nell’equilibrio di una famiglia” hanno fatto sapere gli organizzatori.
Il Family Day, dunque, si terrà a Roma. Uniche variazioni al programma: inizialmente era previsto a corteo fino a piazza San Giovanni ma ci sarà invece solo un presidio statico al Circo Massimo, “perché i papà non ce la fanno a muoversi. Abbiamo anche approntato divani e birre, per farli sentire proprio come a casa loro” ha dichiarato Massimo Gandolfini, promotore del comitato “Difendiamo i nostri figli dai ricchioni” e noto neurochirurgo obiettore di coscienza. “Siamo molto soddisfatti dell’appoggio di tanti”, hanno dichiarato gli organizzatori, ricordando che la manifestazione è stata in gran parte auto-finanziata da paghette settimanali: “ci aspettiamo un afflusso molto superiore rispetto all’anno scorso. Ci saranno così tante famiglie che sembrerà un sabato all’Ikea”. A chi obietta che la grandezza dell’evento potrebbe creare disordini e problemi per la città, gli organizzatori replicano che non ci saranno disagi e i papà porteranno fuori tutta la spazzatura alla fine della manifestazione.

Nonostante l’ottimismo, la polemica della lupa sembra abbia già portato un sensibile raffreddamento dell’entusiasmo generale, come dimostrerebbe il calo delle vendite di uno dei gadget da sempre più apprezzati, il braccialetto “C.F.M.A.” (“Cosa Farebbe Mario Adinolfi?”). “Effettivamente, vedere una lupa che allatta due bambini ci turba. Qual è l’orientamento sessuale di quell’animale? Non si capisce. E poi allattare in pubblico è sconveniente”.

Un parziale compromesso-soluzione, potrebbe arrivare dal Governo, impegnato in queste ore a svuotare il ddl Cirinnà da ogni impulso realmente progressista. Qualche giorno fa, Renzi ha infatti avviato con grande successo la sperimentazione del “Rohuani System”, che consiste nel coprire le statue che possono offendere la sensibilità di presidenti di nazioni sanguinarie – ma ricche di petrolio – in visita. “Potremmo mettere un velo sulla lupa dalle 14.30 alle 17.00 – concedono gli organizzatori – però a questo punto dovremmo avvolgere in un telone anche Alessandra Mussolini e il marito. Anche se poi la minorenne che lo sta cavalcando potrebbe non essere d’accordo. Staremo a vedere”.

 

Stefano Pisani

 

*non sulla faccia, come raccomanda Papa Francesco, perché i segni si vedono

Stefano Pisani è esperto in Astronomia leggera, Pesca di spalle, Storia della storia, Waffle, Biografie insensate.

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