FamilyDay_12

Family day, appare Dio e costringe Casini a tornare con la sua prima moglie

30 gennaio 2016

Nunfallastupidastasera (Roma) – Un’apparizione straordinaria nella capitale ha movimentato l’ultima edizione del Family Day al Circo Massimo. Un uomo anziano e carismatico si è infatti presentato sotto il palco dagli organizzatori, sostenendo di essere Dio. Una delegazione di redattori di Lercio, recatasi in loco per lanciare pomodori e uova marce, ha avuto il privilegio di assistere a qualche scambio di battute tra il misterioso personaggio e alcuni sentinelli in piedi momentaneamente seduti prima della loro sempre spericolata performance.

Il sedicente Dio era straordinariamente somigliante a Eugenio Scalfari, ma a chi glielo faceva notare rispondeva pacato ma deciso: “A costo di apparire immodesto, debbo far notare che casomai è questo tale giornalista a somigliare a me”. Fattosi largo tra gli addetti alla sicurezza, il signore dalla chioma candida è infine riuscito a parlare con alcuni promotori dell’iniziativa: “Ammiro molto le vostre battaglie, molte delle quali condotte in nome mio, perciò ho deciso di ricompensarvi esaudendo i vostri desideri! Ciò che professate così ardentemente da oggi diventerà realtà! Avrete tutti una splendida famiglia tradizionale, ma anche molto di più!”.

Dio ha così convocato Mario Adinolfi (sposato, con una figlia, poi separato e risposatosi a Las Vegas con un’italo-brasiliana molto più giovane di lui) e Pier Ferdinando Casini (bi-divorziato, due figli da ogni ex moglie, ora tornato scapolone impenitente, tanto da essere chiamato Casinova) e Roberto Calderoli (sposato due volte, di cui una con rito celtico, due volte separato e ora convivente), comunicando loro che sarebbero tornati con le prime mogli: “Amici prediletti, sono felice che siate qui al Family Day, ma così mi confondete! Sono sicuro che siate in perfetta sintonia con Papa Francesco quando definisce il matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, ma non so quale delle vostre famiglie consideriate sacra e inviolabile. Nel dubbio, spero di farvi cosa gradita facendovi ripartire da capo: da domani tornerete quindi a vivere con le vostre iniziali consorti”. Pare che nell’apprendere la notizia, le povere signore siano rimaste più traumatizzate dei loro ex mariti.

Quindi si è intrattenuto con Roberto Formigoni: “Caro Celeste, mi felicito che Ella difenda così strenuamente la famiglia tradizionale e in sovrappiù abbia fatto anche voto di povertà: veramente encomiabile, sono ammirato! Mi dispiace però che, malgrado gli sforzi, non riesca a perseguire i suoi ammirevoli intenti: vive con un coinquilino – chiamiamolo così – da oltre 20 anni, si concede vacanze in yacht, beve champagne e gusta cibi gourmet. Mi perdoni, ma Ella mi sembra un po’ troppo autoindulgente. Ho pensato allora di affiancarle una donna che invece tende all’eccessiva autoflagellazione, la sua collega Paola Binetti. Vivrete insieme in un monolocale a Cinisello Balsamo, occupato per metà dai suoi cilici, e passerete le vostre vacanze all’idroscalo di Milano.”

Poi Dio si è avvicinato al Cardinale Angelo Bagnasco, in rappresentanza di tutto il clero: “Voi preti sostenete con tale fervore la famiglia tradizionale che io non ho cuore di negarvela. Da domani potrete, anzi dovrete sposarvi! Questo sarà il grande giorno dell’addio al celibato ecclesiastico! Ogni donna nubile potrà recarsi in parrocchia e scegliesi il marito! Le prime cento coppie saranno ospitate a casa del Cardinal Bertone, visto che ha dichiarato che la sua umile dimora è di tutti: Mi superáttico es tu superáttico!”

Infine, il canuto onnipotente si è volatilizzato in una nuvola di fumo al profumo di incenso. Dopo il colloquio con l’Altissimo, gli indefessi paladini della famiglia tradizionale sono stati visti allontanarsi frettolosamente dalla piazza, alla ricerca disperata di nuove divinità da venerare: Shiva, Buddha, Manitù e persino il Prodigioso Spaghetto Volante dei Pastafariani.

Andrea Michielotto

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

Commenta