lagabbia1

Famiglia guarda cinque minuti de “La Gabbia” su La7: epidemia di complottismo colpisce tutto il condominio

25 novembre 2016

GENTOPOLI  – Sembrava un mercoledì sera come tanti a casa della famiglia Rabozzi, una di quelle famigliole allargate, con i nonni in casa. Dopo cena, nonno Asdrubale, approfittando di un momento di distrazione dei suoi congiunti, con un abile scatto felino della durata di 300 secondi netti, era riuscito a impossessarsi del telecomando per sintonizzarsi su La7 dove trasmettevano La Gabbia, programma del noto rocker prestato al giornalismo Gianluigi “ggente” Paragone.

Il dramma si è consumato in pochissimi minuti: dopo Vittorio Sgarbi (un paio di “Capra capra!” tanto per scaldare l’ambiente) a cui ha risposto l’equilibrato Barnard (complotti giudaico-massonici e lamentele su quanto sia scomoda le camicia di forza in dotazione al SSN con cui è stato portato in studio) è arrivato il canonico servizio sullo “scandalo dei migranti fatti entrare con un jet privato pagato con i soldi destinati al Piano Viagra per ultra-ottantenni”. E’ qui che a nonno Asdrubale è partito l’embolo: l’uomo ha iniziato una interminabile filippica contro i politici ladroni che rubano i soldi agli stalloni ottuagenari italiani per darli ai clandestini alloggiati in hotel a 7 stelle a 3000 euro al giorno.

E purtroppo non è stato quello l’unico effetto di quel servizio. Prima che i familiari si rendessero conto di quello che stava succedendo, si sono ritrovati anche loro seduti sul divano a inveire contro la casta, i clandestini, la Boldrini, e a pubblicare su Facebook stati con scritto “Vergoniaaaaaa1!111!!” e meme con la faccia di Pertini associate a frasi che non ha mai pronunciato.

Ben presto il contagio gentista, a causa del volume della tv, si è propagato per tutto il condominio, facendo precipitare la situazione. Provvidenziale il rientro dal servizio del pompiere Castaldi, dirimpettaio dei Rabozzi, che, sfondata la porta dei vicini, si è precipitato nel salotto ed è riuscito fra un “MALEDETTO SERVO DELLA KASTA!” e un “CHI TI PAKAAA? BILBEMBERG?!” a strappare il telecomando dalle mani di uno sbraitante nonno Asdrubale e a cambiare canale.

Il pompiere-eroe alla fine ha dichiarato: “Non è la prima volta che succede; l’ultima volta quattro famiglie del palazzo sono finite in riabilitazione anti-gentista per tre settimane, dove pazientemente ti rispiegano cose tipo che il presidente del consiglio italiano non viene eletto dal popolo o che Banca d’Italia non è una banca privata, ma un istituto di diritto pubblico. Siccome ci sono passato anche io, da un po’ di tempo il mercoledì sera giro con i tappi nelle orecchie. Non vorrei avere una ricaduta.”

Di diverso avviso resta però nonno Asdrubale, il quale, intervistato il giorno dopo da un agguerrito inviato de “La Gabbia” per raccontare di come una squadra di agenti segreti al soldo del Bilderberg siano venuti a sequestrarli per fargli il lavaggio del cervello e far dimenticare tutte le preziose informazioni anti-sistema apprese seguendo la scomoda trasmissione di informazione ha dichiarato: “Sono stato torturato dagli anglo-tedeschi nel 1965, durante la III guerra mondiale a Cuba. Non saranno questi stronzi a piegarmi!”

 

Federico Graziani

Dopo aver letto per anni centinaia di non-notizie in rete, la mia partecipazione a Lercio ha quasi il sapore di una vendetta. Quante volte mi son chiesto perché stessi leggendo l'ultima stronzata sulla popstar del momento? O quante volte sono andato a verificare se la tal notizia incredibile (ma inutile) fosse vera? Costringere i redattori, pagati tre euro l'ora, a verificare la notizia assurda, ma succulenta, che non vedono l'ora di inserire sulla "colonnina-destra-delle-cazzate-che-però-fanno-tanto-traffico" non ha prezzo; per tutto il resto c'è Lercio.

Commenta