Foto: Ejdzej (wikipedia)

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Famiglia di profughi si traveste da presepe vivente per non farsi espellere dall’Italia

7 dicembre 2015

Populi (Smo) – La storia di questa famiglia siriana si ripete due volte: la prima volta come farsa, la seconda come tragedia. Temendo di essere espulsa dall’Italia, una famiglia di rifugiati siriani ha deciso di inscenare un presepe vivente sfruttando l’ondata di retorica clericale che in questi giorni imperversa nel Belpaese. Padre, madre, e tre figli di cui un neonato, hanno capito che l’unico modo per sopravvivere nella fossa dei leoni è quello di giocare d’attacco.

Il padre spiega: “Ci è bastato vedere il tg4 che mostrava il presepe già a settembre per capire che sarebbe stato semplicissimo darla a bere a questi”. Il padre del bambino si è fatto crescere la barba per assomigliare a San Giuseppe, compito di per sé poco complicato. I problemi sono giunti quando al centro di riconoscimento l’hanno scambiato prima per Dan Bilzerian e poco dopo per Babbo Natale.

Questa famiglia gira per la città di Populi vestita da Sacra Famiglia, il padre è San Giuseppe, la madre la Madonna, i due figli più grandi un angioletto e un pastorello e il bambino rappresenta proprio il piccolo Gesù. La famiglia, ci spiega la madre, non ha mai goduto di particolari attenzioni dagli abitanti di questo paesino veneto, se per attenzioni non intendiamo qualche insulto razzista e qualche sputo qua e là.

Ma da quando sono Il Presepe vivente di Populi tutto è cambiato. “Ci prendono come dei cosplayer” – spiega il figlio diciassettenne travestito da pastorello – “si fanno le foto con noi, ci offrono la cena, ci ringraziano per il nostro contributo nella battaglia contro l’Islam e il canone Rai nella bolletta dell’elettricità. Una delle cose che mi ha più colpito è che, stranamente, nessuno ha capito che proveniamo davvero dal Medio Oriente e che, fino al giorno prima, ci hanno trattato come terroristi dell’Isis”.

Tuttavia, un vicino invidioso ha rivelato che la sacra famiglia era in effetti una famiglia siriana travestita e solo allora si è scatenato una vera e propria bufera mediatica. Il quotidiano Libero ha titolato “Ci siamo arrivati, ecco un Gesù arabo” e Il Giornale di seguito “Basta con i presepi viventi all’aperto”. Tuttavia il dibattito ha preso una piega surreale quando molti intellettuali di destra hanno riscontrato che prendersela con un presepe vivente potrebbe essere una delle insidie della secolarizzazione dell’Occidente. Se a questo aggiungiamo che Oriana Fallaci non ha scritto nulla di razzista sull’argomento, il clima era quanto mai complicato e teso. Cacciare o non cacciare la famiglia del presepe vivente di Populi?

Purtoppo Matteo Salvini era così indeciso sul da farsi che ha scritto solo 15 post su facebook ed è apparso in appena 7 trasmissioni televisive al giorno. Come se non bastasse, per capire il disagio psicologico che ha subito, basti indicare che molti dei tweet pubblicati in settimana erano senza hashtag. Giorgia Meloni, d’altro canto, era così confusa che per 24 ore non ha rivolto nemmeno un pensiero di conforto alle famiglie dei due marò. Giuliano Ferrara, dalle colonne del Foglio, ha paradossalmente rivisto la sua posizione sull’aborto, se a compierlo è una rifugiata siriana. Corrado Passera, per concludere, ha finto di contare qualcosa nel dibattito pubblico italiano.

E fin qui è stata tutta una farsa. Il dramma per i poveri profughi è nato quando sono stati invitati a Mattino 5, Pomeriggio 5, Quinta Colonna, 8 e mezzo, Ballarò, Forum, alla presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa, all’anteprima di Star Wars e, dulcis in fundo, Cerco casa disperatamente. Avendo una dignità, la famiglia si è trovata dunque a dover declinare centinaia di inviti in queste trasmissioni e ciò gli sta portando via ore di tempo prezioso.

Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

Andrea H. Sesta

Scrivo di notizie vere su Lercio, di notizie libresche su Finzioni e colleziono gif sul mio blog. Quando mi chiedono cosa voglio fare rispondo: il pirata lebowskiano.

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