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negazionismo

Facebook, primi guai per l’algoritmo antibufala: “Nega l’Olocausto”

8 febbraio 2017

Traversa di Sinistra (FB) – È ormai noto che il flirt tra Facebook e nazismo sia uno dei più seguiti dagli amanti del gossip, specie dopo la rottura tra Angelina Jolie e Brad Pitt, e che, come tutti i rapporti, abbia vissuto diversi momenti idilliaci ma anche fasi più turbolente. A complicare le cose ci si è messa la crescente diffusione di bufale in rete che ha costretto l’azienda di Zuckerberg a prendere provvedimenti drastici ma che hanno avuto effetti, si spera, imprevisti.

Dovrà, infatti, rispondere di negazionismo in luogo pubblico, George Trustory, algoritmo trentaquattrenne appena assunto dalla multinazionale californiana per ripulire il social network dalle false notizie che lo infestano. Pochi giorni fa, Trustory ha messo in grande imbarazzo il colosso per cui lavora, quando è stato avvistato da un agente della Polizia postale mentre si aggirava sulle bacheche di privati cittadini intento a ridurre la visibilità di un post sulla Shoah.

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Ma la tesi difensiva non ha convinto gli inquirenti. Il sostituto procuratore Caterino Caselle, dopo aver interrogato l’algoritmo per quasi otto ore, ha dichiarato di non aver capito un accidente, nemmeno un singolo bit.

In difesa dell’algoritmo si è schierato il saggista e storico Matto Carlogno, secondo cui Trustory avrebbe agito per mero buonsenso: “Il 27 gennaio l’algoritmo notava un sospetto innalzamento improvviso di post sull’Olocausto. Un picco così elevato di condivisioni e commenti su una notizia spesso è indice della sua falsità. Perché fino al giorno prima nessuno ne parlava? Cosa si cela dietro quello strano simbolo formato da due triangoli incrociati? Siamo proprio sicuri che questo cosiddetto genocidio sia mai avvenuto? Sia chiaro: non rispondo con un secco ‘no’, piuttosto la mia posizione è un ‘mmm’. E di questa storia dell’allunaggio, ne vogliamo parlare?

Nel frattempo, Caasi Vosima, il bot che da dieci anni gestisce Facebook, non è rimasto con le mani in mano e ha deciso di sospendere Trustory in attesa di avere maggiori informazioni per assumere un provvedimento disciplinare definitivo: “E ora che anche questa è fatta, torno alla mia occupazione primaria: ignorare le segnalazioni sulle pagine neonaziste“.

La decisione non è stata apprezzata dai colleghi algoritmi di Trustory che hanno annunciato uno sciopero generale fino a che la sospensione non sarà revocata. La portavoce italiana degli algoritmi, Luisella Buoncostume ha plaudito al gesto “eroico” di Trustory: “Tutti pensano all’Olocausto, ma nessuno pensa ai bambini. Centinaia di foto di corpi nudi ammassati l’uno sull’altro. È uno scandalo: si fossero almeno preoccupati di coprire i capezzoli!

Informato della vicenda, anche Matteo Salvini ha voluto solidarizzare con l’algoritmo sospeso: “Anche se non la penso come questo Trustory, alla fin fine un algoritmo deve avere il diritto di dire quello che pensa, e se pensa che degli sporchi negri mangiano coi soldi pubblici dormendo in alberghi 5 stelle e che non ci sia bisogno di provare affermazioni del genere, allora questo algoritmo la pensa come me“.

Intanto, Luigi Di Maio ha presentato una proposta di legge per estendere anche agli algoritmi il diritto alla libertà di pensiero. Subito dopo, però, ha ritirato la proposta non appena Beppe Grillo glielo ha ordinato.

Francesco Conte

*”Ho agito nel pieno rispetto degli standard della comunità”

Da piccolo ho visto il Papa su un elicottero. Da allora ho sempre sognato di pilotare un Papa.

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