(Foto: Ciro Orso)

(Foto: Ciro Orso)

Ex pubblicitario confessa: Il Crystal Ball? Rompeva tutto e poi macchiava

29 novembre 2013

MILANO – Si chiama Vincenzo Pacardo, è un ex copywriter in pensione e con le sua autobiografia I pataccari occulti sta terremotando il mondo della pubblicità. Nel suo libro, uscito da poche settimane, ma già in vetta alle classifiche di vendita, Pacardo racconta il lavoro come pubblicitario per noti marchi anni ’80 e ’90 e svela le più gravi menzogne degli spot televisivi dell’epoca.
“Prendete ad esempio il Crystal Ball, – si legge a pag. 28 – come per ogni prodotto noi copy facevamo delle ‘prove’ per trovare le idee da inserire negli spot. Ci eravamo riuniti in dodici, nella casa di un collega, poco fuori Milano. Dopo aver soffiato il primo palloncino, l’abbiamo lanciato in aria, ed è lì che è cominciato il caos: prima ha rimbalzato su un vaso, frantumandolo all’istante, poi si è diretto su un piccolo specchio sopra la scrivania distruggendo prima l’uno e poi l’altra, per rimbalzare ancora sul divano, sfondandolo. La sua folle corsa era inarrestabile, nel frattempo schizzi di verde riempivano la stanza in ogni angolo. E’ stata una scena da incubo, siamo sopravissuti solo in tre.
Il caso è stato insabbiato e le macerie della villa sono state spedite nella Terra dei fuochi. Ma noi dovevamo fare lo spot. Io avevo grosse difficoltà economiche, il mio stipendio bastava appena per la rata dello yacht, perciò abbiamo negato i pericoli e mentito sul numero dei colori disponibili, portandoli dai reali otto a mille differenti”.
Quella sul Crystal Ball non è l’unica confessione shock presente nel libro, Pacardo rivela, infatti, come diverse massaie scegliessero i due fustini invece del Dash, di come molte di loro siano state corrotte, e della misteriosa fine di una casalinga di Solbiate che non voleva accettare compromessi, trovata morta soffocata nella doccia, con la bocca piena di Saratoga, il silicone sigillante.
L’ex pubblicitario racconta anche delle decine di notti insonni, passate invano cercando di addormentarsi all’interno di un Pisolone.
Intervistato pochi giorni fa sull’attuale situazione, Pacardo asserisce senza remore: “Ho molti amici che ancora lavorano nel settore e so per certo non è cambiato nulla: oggi come allora, mentire è la regola. La patacca meglio congegnata degli ultimi anni? Be’, gli F35!”

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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