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Esuberi. Gesù si oppone ai tagli: “Non rinuncerò mai ai miei 18 apostoli!”

3 maggio 2015

Palestina  – Sembra ormai ai ferri corti la trattativa tra il promoter religioso Gesù di Nazareth e suo padre, potentissimo imprenditore nel settore della credenza popolare. Fulcro del braccio di ferro la composizione della squadra che deve accompagnare il 29 enne giudeo nella sua missione di evangelizzazione attraverso la Palestina per pubblicizzare proprio il nome dell’illustre genitore, che per quanto onnipotente deve fare anch’esso i conti con le conseguenze della crisi dei subprime scoppiata alla fine dell’anno 6. L’onnipresente tycoon, che circa 4.000 anni fa ha sconvolto i mercati costruendo un intero universo in appena sei giorni e un parco dei divertimenti dal successo clamoroso come la Terra – in cui uomini e dinosauri convivevano pacificamente fino a che le donne non hanno voluto stivali di brontosauro – dopo migliaia di anni trascorsi mostrando una grandissima aggressività, anche verso quelli che diceva fossero i suoi pupilli, e diventando un punto di riferimento assoluto nelle acquisizioni ostili, ha poi dilapidato una fortuna in costosissime e inspiegabili operazioni, come l’apertura del Mar Rosso e la completa distruzione di due città dove la gente invece di pensare alla guerra si dedicava a fornicare.

Adesso, di fronte alla nuova difficile congiuntura, ha deciso di cambiare nome, passando da Jahvè a un più modesto Dio, e atteggiamento, mostrandosi quindi più elastico e comprensivo, quasi misericordioso,  nei confronti di avversari e concorrenti. Dopo aver presentato un primo piano di ristrutturazione, portando la sede legale della sua attività su Marte e quella fiscale su Urano, alla caccia di ulteriori risparmi sta però imponendo al riottoso figlio di portare la sua squadra di fidati collaboratori da 18 a 12. “Non è più tempo di strutture pesanti con migliaia di fedeli trasferiti da una parte all’altra del Mediterraneo.” – ha dichiarato il presidente nonché A.D. dell’azienda, parlando da un cespuglio in fiamme senza contraddittorio – “Bisogna essere light e smart per affrontare il decennio che sta arrivando. Gli anni ’30 saranno quelli della svolta. Il mondo cambierà verso! ”.

Suo figlio Gesù rimane, invece, di diverso parere, e si rifiuta di stringere quello che qualcuno ha già battezzato il Patto del nazareno: “Ancora una volta i figli stanno pagando per le manie di grandezza dei padri. Il mio sindacalista, Bonanni l’abruzzese, me l’ha garantito: la mia squadra è di 18 apostoli e di 18 resterà. Mio padre può dire quello che vuole settanta volte sette ma io non rinuncerò mai e poi mai a Simone detto Pietro, Andrea, Giacomo di Zebedeo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Tommaso, Matteo, Giacomo d’Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo, Giuda, Beppe, Gino, Orson, Varenne, Mandrake e Ridge!

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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