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Calcio

Effetto Cina sul Milan: sponsor ingaggia la squadra dei ‘Pulcini’ per cucire i palloni

8 maggio 2017

Milano – Non è passato neanche un mese dal definitivo acquisto del Milan da parte della cordata di Yonghong Li, che il benefico influsso della Cina ha prodotto i primi risultati (no, non sul piano delle vittorie…) per la squadra rossonera. La multinazionale Adinike ha infatti annunciato di aver stipulato con la società un importante contratto di ingaggio per la valorizzazione dei giocatori più giovani del vivaio, in particolare la fascia tra gli 8 e 11 anni della categoria pulcini.
Siamo pronti a impiegare i bambini più dotati, volenterosi e con le dita più adatte, nel delicato lavoro di cucitura dei palloni – Ha dichiarato l’amministratore delegato della Adinike, Son Kazi – Ma abbiamo progetti anche per i più grandicelli“.

Il colosso sportivo ha predisposto un progetto che coinvolge anche tutte le altre fasce d’età: gli ‘esordienti’ tra i 10 e 12 anni, più maturi e saggi, lavoreranno ai ricami delle maglie ufficiali, i ‘giovanissimi’ fino ai 15 anni, forse un po’ troppo grandi per lo standard d’impiego nel turbocapitalismo, ma comunque ascrivibili al lavoro ‘semiminorile’, si occuperanno di cappellini e merchandising vario.

Ovviamente l’azienda non si è dimenticata delle categorie maggiori: dai 18 anni in su i giocatori del Milan ricopriranno gli stessi ruoli da adulti dei coetanei cinesi: dissidente politico incarcerato per reati d’opinione, donatore di organi dopo una sentenza di pena di morte, giornalista censurato e minacciato o burocrate corrotto.

Nel frattempo non si è fatta attendere la risposta del principale concorrente della Adinike, la Nikedas. Il colosso delle forniture sportive, sponsor dell’altra squadra milanese con capitale cinese, l’Inter, ha assicurato massimo impegno nella formazione e ottimizzazione dei vivai: “Grazie al know how acquisito nel subcontinente indiano, i nostri bambini cuciranno palloni migliori, con ancora meno salario e diritti, ma lasceremo agli storici dirigenti italiani la scelta delle fruste“.

A Milano si profila dunque un derby entusiasmante per tutti gli amanti della violazione dei diritti umani, dello sfruttamento dei bambini, delle sproporzioni economiche, del tifo violento e di tutte le altre caratteristiche che rendono il calcio il più bel gioco del mondo.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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