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Dubai, calcio femminile: si toglie il burqa per esultare dopo un gol e viene lapidata

12 gennaio 2017

Da quando è stato annunciato che nel 2022 il Qatar ha comprato ottenuto il privilegio di ospitare un mondiale, in tutta la penisola arabica è in corso una grandissima mobilitazione in favore dello sport più popolare del mondo, pari soltanto alla decapitazione di infedeli, tanto da far partire, in via del tutto sperimentale, il primo progetto di nazionale di calcio femminile a Dubai. L’emirato sta insomma provando a cambiare l’opinione che i musulmani hanno delle donne nello sport, ovvero non più viste solo come attrezzi da allenamento (Pesi per sollevamenti, tappetini e punchball), ma anche come esseri viventi.

A settembre infatti è iniziato il primo campionato di serie A femminile della storia della penisola arabica dal quale verranno selezionate le future giocatrici della (anch’essa nascente) Nazionale degli Emirati Arabi Uniti. Il nuovo regolamento ricalca quello della Uefa, con solo alcune piccole modifiche che consentano l’applicazione della sharia in campo. L’iniziativa sta raccogliendo consensi anche tra i vicini stati arabi, non senza però alcune perplessità suscitate da alcuni ‘contrattempi e imprevisti’ verificatisi durante l’applicazione del regolamento a partite in corso.

Molti gli investimenti, anche se, in proporzione, un millesimo rispetto al calcio maschile (comunque abbastanza da potersi permettere come telecronista ufficiale del torneo Fabio Caressa, che ha firmato un contratto di 10 mesi, mentre è stato lasciato a casa Bergomi a causa dei suoi legami con il governo Israeliano), che hanno dotato le giovani atlete del Dubai di strutture più adeguate per ricevere frustate, anche se continuano a lavarsi con acqua fredda, dovendo aspettare il turno degli uomini che si allenano 3 ore dopo (e che finiscono quasi sempre per utilizzare tutta l’acqua calda del boiler). La peculiarità delle squadre femminili del Dubai è quella di avere 16 allenatori, uno per giocatrice: o il marito o il fratello maggiore, dato che le donne non possono avere altro allenatore e ancora non possono allenarsi tra di loro. “Quando esoneri l’allenatore automaticamente devi esonerare anche la giocatrice” è stata direttiva del Presidente della Lega Calcio, lo sceicco Saddam Huri, detto lo Zamparini di Palm Islands. Saddam Huri lamenta anche un certo lassismo nella puntualità agli allenamenti, molte giocatrici si sono presentate con un’ora di ritardo, altre hanno chiesto, nella chat di whatsapp, di spostarla in un posto più comodo per il parcheggio, altre ancora preferivano un’apericena, o comunque qualcosa di meno calorico e quindi non solo problemi di religione, ma anche di ordine pratico.

Di recente ha fatto scalpore il caso di Fatima Ndaredaljmam, 23 anni, centrocampista dell’ Al Fan Club, autrice della rete decisiva del 3 a 2 allo scadere (dopo una sgroppata da centrocampo e il superamento dell portiere avversario con un tocco strepitoso che ricorda tantissimo il gol di Del Piero ai supplementari della semifinale mondiale contro la Germania), nell’attesissimo derby dell’Oasi contro l’Al Farnesin.  Fatima Ndaredaljmam è stata presa a sassate dai tifosi della curva dei propri sostenitori festeggianti sotto cui era andata ad esultare dopo essersi sollevato il burqa, come molti giocatori suoi idoli prima di lei. Poi, costretta a ripararsi, è corsa sotto la curva avversaria che le ha riservato lo stesso trattamento, per poi scappare dalla celere islamica che ha finito il lavoro.

I suoi parenti maschi presenti allo stadio, che per primi hanno visto parti scoperte del suo corpo, come l’ombra di un gomito sinistro e l’attaccatura de capelli (non si capisce se sono ancora capelli o se invece sono basette femminili molto tipiche a Dubai, va detto) sono stati i più ligi nell’applicare la legge. “Avevo già un sasso col suo nome”, rivela lo zio ospite la sera in studio a —- (una versione del Processo del Lunedì halal che intervista a caldo i parenti maschi delle protagoniste della giornata calcistica), l’ho raccolto anni fa proprio pensando a un’occasione come questa. “Se l’è cercata, la puttana” spiega il fratello di 12 anni.

Ecco la telecronaca di Fabio Caressa degli ultimi minuti del secondo tempo,  già diventata virale su internet, dopo che il gol segnato in extremis è valso il primo posto in classifica per l’Al Fan Club:

Arriva il pallone verso la porta dell’Al Fan, lo mette fuori Najwa. Poi ancora insiste Salima. Najwa. Najwa! Contropiede con Hooriya. Dentro il pallone per Ishira. Ishira la può tenere anche vicino alla bandierina. Cerca il due contro uno. Ishira!
Dentro Fatima. Fatima. GOOOOL!! Fatima! Chiudete le valige, andiamo in Qatar!!!

 

Andrea Sesta e Vittorio Lattanzi

 

 

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