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Droga party all’Università: studente esce così sballato che va a dare un esame

31 maggio 2016

Roma – È sempre più preoccupante l’effetto degli stupefacenti nel nostro paese. Secondo una recente statistica un giovane su tre che fa uso di sostanze psicotrope lo fa perché è il modo migliore per sputtanarsi la paghetta e teme che se la impiegasse per attività più sensate, tipo portare a cena fuori un ragazzo o una ragazza, farebbe la figura del coglione; gli altri due, invece, lo fanno per non far vedere che ignorano completamente il significato di psicotrope.

Ma oggi il fenomeno dell’abuso di droghe compie un nuovo, spaventoso, salto di qualità, come dimostra quanto accaduto durante un selvaggio rave, i cui inviti sono stati diffusi solo con due mesi d’anticipo, tenutosi in un capannone in cui si simula lo smistamento dei rifiuti nell’amena area di Malagrotta.
Dopo una serata a base della letale miscela di Amaro Lucano, Gatorade e viagra, vissuta al suono della techno ipnotica di Aisha Devi, Bjarki, Laurel Halo e DJ Francesco, istigato dalle battute degli amici che lo deridevano di non sostenere esami da due lustri, Marco Alfini, studente (SIC!) alla facoltà di Ingegneria Meccanica, presso l’università Roma Tre, in preda a uno stato confusionario definito dai presenti “del tutto simile al nostro”, alle prime luci dell’alba si è diretto verso la sede dell’ateneo per sostenere il famigerato esame di Acustica e illuminotecnica ambientale, materia di competenza della temutissima professoressa Gora Paoli.

Alfini, contrariamente alle 18 volte precedenti in cui aveva tentato di sostenere l’esame (più le 9 in cui non aveva nemmeno avuto il coraggio di entrare nell’aula e le 5 in cui non se l’era manco sentita di scendere dal letto) è parso sicuro e particolarmente brillante, intavolando con la docente un’appassionante discussione sul Coefficiente di riflessione complesso di un brano dei Prodigy sparato da un’amplificazione da 12.000 watt.
La professoressa Paoli ha apprezzato molto l’impegno di Alfini, sebbene avrebbe sorvolato sull’entusiastico racconto dello studente circa le due ragazze in topless che si passavano la tequila di bocca limonando tra loro, e lo ha premiato con un incoraggiante 18.

Ma se il mondo accademico gioisce  per aver riportato una pecorella all’ovile della conoscenza, gli organizzatori di rave party di tutta Italia e i giornalisti di cronaca nera ora temono che l’esempio di Alfini possa gettare un’ombra nefasta sulla diffusa opinione che ai giovani, in fondo, interessi solo mandare in pappa il proprio cervello.

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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