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Disegna il volto di Wojtyla sul proprio campo: muore soffocato dalle esalazioni di letame

12 gennaio 2015

Kredinija (Polacchia) – Si definiva il primo fan di Wojtyla, il Papaboy più anziano, o semplicemente il contadino del Papa, unendo così le sue grandi passioni: la terra e la devozione per il Pontefice. E forse non gli sarebbe dispiaciuto morire così, fra i suoi campi, vicino al suo Lolek, come amava chiamare l’indimenticato Giovanni Paolo II. Sì, perché Zytrul Stolidarnosc, 69 anni, è morto venerdì scorso in un tragico incidente mentre rifiniva il gigantesco ritratto di Papa Wojtyla che aveva realizzato nel suo campo di cetrioli.

Zytrul non era nuovo a spiacevoli disavventure legate alla sua fede: alcuni anni fa si era lesionato l’osso sacro ruzzolando giù dalla Scala Santa; aveva contratto la rabbia baciando reliquie di dubbia provenienza; aveva riportato danni alla laringe durante una comunione quando per distrazione aveva baciato l’ostia e ingoiato il rosario.

Dopo una lunga convalescenza per riprendersi da una brutta infezione cutanea presa nelle vasche di Lourdes, aveva infine ripreso a coltivare i campi e soprattutto a decorarli con immagini sacre. Lo splendido ritratto in onore di Wojtyla gli aveva portato fama e ammirazione in città, ancor più di quando si era aggiudicato il 1° premio nella gara rionale di salsa di ramolaccio, anche se aveva dovuto rinunciare a più di metà del raccolto annuale e pagare una pesante tassa alla diocesi per l’uso dell’immagine papale.

Oggi, proprio quel campo e quella devozione gli sono costati la vita: per curare la periodica concimazione del terreno con l’immagine del Papa per l’anniversario della sua morte il contadino non si era certo risparmiato. Per il suo idolo, non poteva rischiare con il solito fertilizzante e per onorarlo a dovere aveva  acquistato l’unico letame sul mercato degno della sua grandezza, il Monsanto Concimator 666: una miscela selezionata di feci di yak, di bue muschiato e di vegano. Per ottenere l’ingente quantitativo che gli serviva aveva superato innumerevoli difficoltà e rischiato persino i controlli dell’anti-terrorismo, insospettito dal suo profilo breivikiano, ma alla fine l’aveva ricevuto, tutto. E, beffa del destino, ciò gli era stato fatale: le mefitiche esalazioni prodotte dal concime erano infatti risultate letali per il devoto agricoltore.

Inutili purtroppo i soccorsi, peraltro giunti in ritardo perché il contadino da lontano sembrava assorto nella solita preghiera pomeridiana. Zytrul lascia quindici figli (Karol 1, Karol 2, …Karol 9, Karola 1, Karola 2, …Karola 6) e la moglie Konilija, incinta del sedicesimo.

 Rosaria Greco e Vittorio Lattanzi

Nasce nel 1966 a Bologna. Subito deportata al Sud, acquisisce un accento che le garantisce l'odio leghista nonostante l'aspetto nordico. Attualmente infesta un paese irpino, accuratamente scelto in base a calcoli sbagliati. Finiti i soldi dei telequiz, ha dovuto cercarsi un lavoro vero: la laurea in legge l'ha costretta a diventare avvocato, causandole nausea perenne. Sposata con un riparatore di cucù, gli rovina la reputazione con i suoi continui ritardi.

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