(Foto: INSM/flickr)

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“Dio Keynes! Dio Keynes!” chiude la BCE, la rabbia di Draghi in un tweet

12 giugno 2013

FRANCOFORTE – È decisamente critica la situazione in cui verte la Banca Centrale Europea, dopo che la crisi economica ha raggiunto il settore delle banconote a colori, da tempo schiacciate dalla spietata concorrenza delle fotocopie in bianco e nero.
Lo scenario di bilancio che si prospetta non lascia spazio a spiragli di miglioramento e porterebbe in breve termine al fallimento dell’istituzione comunitaria. Come se non bastasse, ad aumentare la gravità del tracollo finanziario ha contribuito l’agenzia Standard & Poor’s, declassando il rating della banca da “Ah, però” a “Mah”.

Risulta incredibile il modo in cui gli oltre mille dipendenti dell’Eurotower sono venuti a conoscenza dei problemi, infatti questa mattina si sono recati tranquillamente al lavoro ma soltanto la macchinetta del caffè ha comunicato loro che l’attività di stampa avrebbe chiuso alle ore 15:30. Un fulmine a ciel sereno, con un preavviso talmente breve da non riuscire a sedersi per mesi. “Non ci hanno neppure inviato una lettera per avvisare che stanno ritagliando salari, condizioni di lavoro e licenziamenti alle esigenze specifiche di vassalli, valvassori e valvassini”.

Certo qualche sentore c’era. Perfino Mario Draghi vanta diversi stipendi arretrati, tuttavia in momenti così delicati si cerca spesso di guardare avanti e affidarsi alla fine mistica della crisi. La vicenda è calda, il sindacato attende un incontro per proporre le misure più adatte alla tutela dei lavoratori, come se il sindacato avesse ancora qualche potere.

In un mondo meno tonto – in tedesco tonto si dice dumm, ndr – al Presidente della BCE rimarrebbero almeno tre strade per il salvataggio del proprio culo.
Rompere il vetro e pigiare il pulsante rosso che alimenta l’economia, trovare un accordo con le istituzioni europee che mantenga valida la condizione di Homo Sapiens, oppure richiedere formalmente credito a basso interesse a un possibile prestatore di ultima istanza: Dio. Spiace però constatare che nel mondo dei Maiali, il primo proposito non è contemplabile dai Sacri Dogmi liberisti, il secondo obiettivo non si centra nemmeno in un bagno pubblico, e la terza soluzione risulta vana dal momento che il settore non dà garanzie di ripresa e, pertanto, Mario riceverebbe dal cielo un secco rifiuto: “È il capitalismo, bellezza”.

Il Presidente Draghi si trova sull’orlo del baratro ed è confuso. Comunica solo su Twitter. “Per risanare i debiti ero disposto a fare il cameriere di sabato e domenica, Dio Keynes! Il weekend, Dio Keynes!”. Bestemmie pesanti che non eviteranno l’insolvenza, ma che stanno avendo conseguenze positive sui mercati.

Federico Righi

Ci siamo conosciuti nella riserva apache dei Mescalero, ricordi? Quando l’effetto del peyote è terminato hai compreso di aver sbagliato strada perché noi siamo gli sciamani della Siberia.

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