foto: wikihow.com

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Cuoco killer fa a pezzi le vittime e le cucina: 5 stelle su TripAdvisor

27 ottobre 2014

Virtus Entella – Pandemonio Galanti, 58enne ligure, grande cuoco e stimato cittadino da sempre, è stato arrestato dalle forze dell’ordine con l’accusa di omicidio plurimo aggravato da umidi motivi. A far scattare l’allarme sarebbe stato un impiegato della Asl che, durante una visita ispettiva nella cucina del ristorante di proprietà del Pandemonio, ha trovato nella cella frigorifera diversi pezzi di corpi umani a una temperatura di conservazione non corretta.

All’insaputa dei clienti e dei suoi stessi dipendenti, da anni il celebre chef cucinava membra di provenienza umana asportate dalle vittime: quella che sul menu compariva come “tartara di manzo agli aromi” era in realtà una “tartara di palle ammollate”, il “brasato di guancia di vitello” era la “guancia bollita alla barba incolta”, il “gran fritto di animali da cortile” era una “frittura di dita e orecchie”. In questo modo il ristorante Lo Scannatoio aveva acquistato fama e successo, arrivando persino a guadagnarsi 5 stelle su TripAdvisor e i massimi riconoscimenti sulle bibbie della gastronomica, come la Guida Michelin e l’Almanacco Lecter.

La prima vittima di omicidio a fini culinari, ha confessato l’assassino, sarebbe stata la sua ex moglie. Ufficialmente dispersa fra le gradinate dello stadio Ferraris durante un sentito derby fra Genoa e Sampdoria, in realtà sarebbe stata fatta annegare dentro una tinozza d’acqua, poi marinata con una grande quantità di sale, lasciata in salamoia per una notte intera e il giorno dopo congelata. Secondo gli inquirenti è stata anche la prima a essere cucinata: le sue cosce sarebbero state tritate a pezzetti, poi arricchite di riso e formaggio e infine mantecate con risultati gastronomici eccellenti.

Si sospetta che a finire nelle pentole del Galanti ci siano diversi camerieri che non volevano più lavorare in nero e alcuni fornitori del ristorante che si rifiutavano di fare credito. Neanche un capello sarebbe stato torto ai clienti, che da veri gourmet hanno chiesto la liberazione dello chef e ora minacciano clamorose azioni di protesta contro la chiusura del loro locale preferito.

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