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Crolla albero di Natale nella redazione di Lercio: gli autori in ospedale fino al 6 gennaio

25 dicembre 2014

Un grande albero di Natale composto da bottiglie di birra vuote è crollato improvvisamente stamattina nella redazione del quotidiano Lercio, spedendo gli autori in ospedale – alcuni anche per le ferite, oltre che per il coma etilico. Un primo bollettino diramato dalla direzione sanitaria lascia intendere seri danni cerebrali per molti di loro: “Alcuni tra i ricoverati chiedevano di parlare con Magdi Cristiano Allam, altri volevano guardare in tv le repliche dei dieci comandamenti di Roberto Benigni, altri ancora parlavano con ammirazione degli articoli di Massimo Gramellini. Quindi abbiamo deciso di sedarli”.

Solidarietà ai redattori è arrivata da tutto il mondo politico. Il premier Renzi ha inviato un tweet appena saputa la notizia: “Tragedia che colpisce tutti. Ora è necessario riflettere sui rischi…no, un momento, Lercio chi? #DiCosaCazzoStiamoParlando?”. Netta la presa di posizione del segretario della Lega Matteo Salvini: “Ho saputo che l’albero di Natale era formato da bottiglie di birra tedesca e belga. Ecco cosa succede ad affidarsi all’Europa, poi non ci lamentiamo se capitano questi incidenti. Il mio albero fatto con le Peroni è ancora in piedi dal ’97”. Solidale anche Beppe Grillo: “Devono andare affanculo”. Pippo Civati, invece, stava per rilasciare una dichiarazione ma poi si è limitato a retwittare quella di Renzi.

Anche il mondo dello spettacolo ha voluto dimostrare la sua vicinanza con una telefonata di Papa Bergoglio: “Ciao cazzoni, come state? Visto che succede a prendere por el culo nostro Signore?”. Auguri anche dal collega giornalista Andrea Scanzi: “Spero si rimettano rapidamente e possano tornare presto a chiedermi come sto”.

Intanto gli autori di Lercio dal letto di ospedale fanno sapere che torneranno in gran forma il 7 gennaio e che nel frattempo la loro pagina Facebook continuerà a intrattenerci con vecchi articoli e annunci di iniziative varie. Inoltre ricordano che in libreria c’è il libro “Un anno Lercio – il 2014 come non l’avete mai letto”, da comprare e mettere sotto l’albero di Natale, preferibilmente vero.

“Speriamo che il 2015 sia un anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione sociale lercia!”

La redazione

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