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Crisi. “Spararsi in bocca può danneggiare i denti”, Associazione Odontoiatri lancia l’allarme

2 maggio 2014

DENTON, Texas – Sparandosi in bocca si possono danneggiare i denti, in alcuni casi perfino in modo irreparabile. Una notizia che sta già gettando nel panico tutti quelli che, forse con un pizzico di orgogliosa, romantica nostalgia, anche in quest’epoca ipertecnologica scelgono di non rinunciare alla tradizionale fucilata tra le fauci per togliersi la vita. “Sono davvero sotto shock. Non me l’aspettavo, è una vera doccia fredda – ha dichiarato un carpentiere di 76 anni che ha al suo attivo cinquantuno tentati suicidi e che chiameremo Giampiero, nome di fantasia (quello vero è Ettore Rivetti, residente in Via XXXI Settembre, 55, Borgognano, 57123, Livorno). “Sono estremamente scoraggiato e sempre più convinto della completa assurdità dell’esistenza. Vorrei suicidarmi ma, ecco, questa notizia me ne ha fatto passare la voglia” ha aggiunto l’uomo.

Tuttavia, stando a quanto emerge dal World Dental Congress, la pratica dello sparo in bocca sembrerebbe avere davvero un cattivo effetto sulla dentatura. “Recenti studi hanno rivelato che le pallottole – spiega il dott. Costanzo Ascesso, Reggente Nazionale Associazione Nazionale Odontoiatri Italiani – possono corrodere lo smalto dei denti addirittura più del Listerine. Non solo: spararsi in bocca peggiora anche il problema del sanguinamento gengivale. Credo che ricordiamo tutti il tragico caso di Kurt Cobain. La fucilata ebbe un effetto incredibilmente dannoso sulle sue gengive”.

Eppure sono sempre più numerosi quelli che, per debiti con Equitalia, per lutto, perché abitano accanto a Gigi D’Alessio, per aver perso improvvisamente il lavoro, per essere stati stuprati, per essere stati licenziati in quanto stuprati, oppure perché, semplicemente, il partner li ha lasciati ma poi ha deciso di ritornare, scelgono di farla finita in bellezza sparandosi in bocca con un fucile a pompa magna o con una pistola, anche di piccolo calibro, che è più economica. “Molte volte ha un ruolo determinante anche la peer pressure (o pressione dei pari, per quelli che non hanno bisogno dell’inglese per impressionare la gente, ndR)” spiega lo psichiatra Alessandro Meluzzi (solo omonimo e collega del più famoso Alessandro Meluzzi, oggetto di scena dello studio di Pomeriggio 5). “Dato che lo fanno tutti, dato che va di moda, tendiamo a spararci in bocca anche noi. Mi auguro che, adesso che la comunità scientifica ha posto l’accento su quanto tale pratica faccia male ai denti, questo assurdo comportamento conformistico si arresti. Ora se posso avere il mio danaro”.

Ma cosa fare, invece, per conservare uno splendido sorriso senza rinunciare al piacere di farsi fuoco nella bocca? “Sono diversi gli accorgimenti che si possono prendere” – continua Ascesso. “Innanzitutto la prevenzione: non suicidarsi più di una volta alla settimana ed effettuare con regolarità visite di controllo dal proprio dentista. Poi qualche consiglio pratico: se dopo essersi sparati in bocca non si ha la possibilità di lavarsi i denti, ricordiamoci che possiamo masticare gomme allo xilitolo. Evitare le armi a ripetizione – che fanno più male che bene –  e scegliere, se possibile, pallottole alla salvia, che hanno pure un buon effetto sbiancante e alleviano l’alitosi che peggiora sempre dopo lo sparo. Non entrare con la canna del fucile molto in profondità (il rischio è di spezzare gli incisivi superiori). Se poi si ha la possibilità economica, si può sempre optare per una estrazione totale preventiva dei denti, che saranno sostituiti con impianti dentali blindati a un costo di 150 mila euro e 20 centesimi. Ma non vedo come un uomo facoltoso possa avere voglia di spararsi in bocca, francamente”.

Infine, il dott. Ascesso lancia un accorato appello. “In conclusione, vorrei rivolgermi direttamente a tutti quelli che stanno meditando di compiere questo folle gesto, dicendo: ricordate, 9 dentisti su 10 raccomandano l’impiccagione”.

Stefano Pisani

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Stefano Pisani è esperto in Astronomia leggera, Pesca di spalle, Storia della storia, Waffle, Biografie insensate.

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