mastrota_cartoni_lercio

Crisi: Mastrota passa alle televendite di cartoni per dormire in stazione

9 gennaio 2018

Milano – I dati Istat parlano chiaro. Nessun mistero sul fatto che in Italia stia nuovamente aumentando la disoccupazione tra i giovani. Alto il numero di inattivi, tirocinanti di 60 anni, imprenditori che aprono start-up per insegnare come si apre una start-up: tutto fa pensare che tra qualche anno esisteranno solo i selezionatori del personale.

In questo clima a cambiare è anche lo scenario economico di domanda e offerta. Qualche giorno fa l’azienda Cartonex ha infatti deciso di puntare sul re delle televendite Giorgio Mastrota, lanciando la campagna pubblicitaria “dormi comodo anche senza un tetto”, che prevede un piano di promozioni sui nuovi prodotti per dormire in luoghi angusti: dei grossi cartoni.

I materassi, quindi, sono solo un vecchio ricordo nella carriera di Mastrota. Già da tempo il presentatore aveva preventivato di svecchiarsi promuovendo prodotti differenti. Alcune aziende leader in settori che farebbero vergognare gli antesignani, avevano offerto un contratto al televenditore per la promozione dei propri prodotti: aspirapolvere meccanici che si caricano con la levetta, cosmetici testati su extraterrestri, urne funerarie bucate, banconote false, materassi a urina e antiruggine biologico.

Alla fine a spuntarla è stata la Cartonex, sfruttando il momento storico difficile in cui aumentano i poveri, i senzatetto e le persone costrette a dormire in stazione o sotto i portici. “Comfort, eleganza e altissima qualità“, così vengono descritti i nuovi cartoni che offriranno il giusto sostegno al riposo dei barboni. “Essere poveri sì, ma con stile!” è lo slogan sul sito dell’azienda.

L’ex Eminflex Mastrota ha accolto con stimolo la nuova sfida: “Sono sicuro che questi nuovi cartoni diventeranno il prodotto dell’anno! I clienti saranno soddisfatti e non avranno bisogno più di nulla. Perché si sa, pur trovandoti vicino il binario 1, chi dorme bene vive meglio“.

Mattia F. Pappalardo

Mattia F. Pappalardo nasce nel 1984 per colpa di un difetto in un prodotto della durex. Studia informatica col suo desiderio di entrare nei computer di ogni ente governativo, ma dopo il primo esame di Logica perde ogni ambizione umana e voglia di vivere: così si iscrive a Lettere. Ama da sempre l'arte, la musica, la filosofia e poi fare l'amore sperando che le prime tre funzionino.

Commenta