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Contribuenti esasperati manifestano armati di specchi, Equitalia si pignora la sede

14 febbraio 2014

ROMA – Clamorosi sviluppi sul fronte fiscale hanno seguito l’ultima manifestazione dei tartassati. Un folto gruppo di cittadini, riunito dall’Associazione Contribuenti Involontari (ACI), ha infatti dato vita a un’insolita protesta davanti alla sede centrale di Equitalia, brandendo non più cartelli e striscioni, bensì specchi, al grido di «Avete il coraggio di guardarvi in faccia la mattina?». E come racconta al quotidiano “La Fazione” il leader autoproclamato della protesta, l’imprenditore Gustavo Evadendo, pare sia stato proprio quel tocco di originalità a condurre la vicenda verso un esito imprevedibile.

Lo schieramento di forze dell’ordine era imponente come di consueto, viste le reiterate minacce giunte all’ente, mentre il funzionario di Polizia Benito Acab rassicurava al megafono: «Tranquilli, manganelliamo solo drogati, comunisti, studenti e lavoratori dipendenti». Ma proprio in quel momento i vertici di Equitalia, usciti dall’edificio per un confronto con i manifestanti, vedendosi allo specchio sono stati colti da raptus autolesionista da cartella pazza, rara condizione neurologica che induce a controllare compulsivamente la propria posizione fiscale, autodenunciandosi in ogni caso alle autorità. Rientrati in sede, hanno così deliberato di pignorare l’edificio e loro stessi coi rispettivi familiari fino al settimo grado di parentela, incontrando il plauso dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Risultato: la sede di Equitalia sarà venduta all’asta da Sotheby’s, i funzionari dell’ente saranno deportati nella miniera di Sassu Strictu in provincia di Carbonia (che sarà istituita per l’occasione), i figli piccoli condannati a recitare nelle pubblicità del Mulino Bianco, madri e nonne in quelle di note marche di assorbenti e dentiere, mentre mogli, figlie e sorelle giovani e piacenti saranno vendute al mercato delle bianche di Tirana. I parenti lontani, i più del tutto ignari di tale legame, saranno avviati ai lavori forzati presso i cantieri della Salerno-Reggio Calabria.

Gli introiti dell’operazione andranno naturalmente non a beneficio dei tartassati, bensì a integrare il finanziamento pubblico ai partiti e a sostenere la costituzione di enti inutili burocratizzati e inefficienti, come da disposizioni di legge.

Stefano D’Adamo

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