Clown

Confessione shock di un clown di corsia: “Ho ucciso pazienti con le battute di Brignano”

26 gennaio 2015

Milano – Enrico Capsula, 32enne volontario clown di corsia al Fatebenefratelli di Milano, è in carcere con l’accusa di omicidio plurimo. L’uomo avrebbe provocato la morte di almeno 14 pazienti, ma secondo la procura il numero potrebbe salire anche a 15.

Niente iniezioni letali, strangolamenti o soffocamenti da cuscino in faccia. Secondo gli inquirenti il clown killer scovava le sue vittime e le uccideva recitando battute di Enrico Brignano, soprattutto quelle dei suoi dissacranti monologhi censurati. Nonostante le interpretasse molto meglio del comico romano – o forse proprio per questo – nessuno è mai riuscito a uscirne vivo. Tranne una volta, ma solo grazie a una sfacciata fortuna del paziente preso di mira: era sordo.

Un testimone giura di aver visto l’angelo della morte in compagnia di un settantenne in rianimazione mentre sfoderava senza compassione e con fredda lucidità la gag più divertente dell’attore romano: “Bòno ‘sto caffè”. “Il malcapitato – racconta il testimone – non ha retto all’urto della battuta di satira al vetriolo, e con un gesto repentino ha strappato a morsi il tubo dell’ossigeno per poi percuoterselo violentemente sui testicoli. Dopodiché si è gettato dalla finestra senza neanche prima aprirla”.

Colto con le mani nel sacco dai suoi stessi colleghi mentre stava ripassando un monologo sulle vacanze low cost, all’ormai braccato Enrico Capsula non è bastato sbarazzarsi del naso rosso da pagliaccio e tentare la fuga. Infatti è stato immediatamente riconosciuto e bloccato dagli agenti in servizio grazie al naso rosso da pagliaccio che il Capsula aveva di natura. Subito dopo l’arresto il clown ha ammesso i crimini, rivendicando le sue azioni senza pentimento: “I pazienti non li sceglievo a caso. Lo rifarei. Era tutta gente che si meritava le battute di Brignano”.

Enrico Capsula era già noto alle forze dell’ordine per avere aggredito i vicini di casa con le gag dei Turbotubbies di Colorado, i tormentoni del Baz e le imitazioni di Luciana Littizzetto. Niente a che vedere comunque con le letali battute del comico romano.

L’ex clown di corsia è ora rinchiuso nel carcere di San Vittore in una cella di massima sicurezza insonorizzata, perché le battute di Brignano possono provocare un’orticaria, ma se dette bene possono anche uccidere.

Silvio Perfetti

Commenta