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Como, amministrazione stanzia 12 milioni di euro per elettrificare i marciapiedi e dare la scossa ai senzatetto

11 gennaio 2018

Non si ferma la guerra che Como ha dichiarato contro l’endemica diffusione dei clochard che attanaglia le nostre strade, una delle piaghe che da anni impediscono all’Italia di essere finalmente annoverata tra i paesi civili. Se il sindaco della città lacustre si è già distinto per primo, grazie alla solidale ordinanza che vieta di aiutare chi dorme sotto i comodissimi portici del centro, nelle settimane successive la concorrenza nella cattolica Lombardia, da sempre ostile a tutto ciò che si allontani dal messaggio di Gesù Cristo, si è fatta più pressante.

A Voghera si è pensato di irrorare i senza fissa dimora di acqua gelida, l’idea è stata successivamente scartata per il per timore che le lastre di ghiaccio formatesi potessero far scivolare le persone per bene che vivono in città, le quali avrebbero potuto poi fare causa per risarcimento al Comune.
L’illuminata amministrazione di Cologno Lecchese ha invece trovato una geniale soluzione: liberare decine di gatti nei pressi delle sistemazioni di fortuna dei senzatetto, di modo che i loro cani li inseguano lasciandoli completamente soli nei loro giacigli,  incentivandoli così a spostarsi altrove e rompere il cazzo a qualcun altro. L’iniziativa ha immediatamente suscitato la violenta reazione dei comitati animalisti che hanno protestato contro l’impiego di mici innocenti per provocare altrettanto innocenti cagnolini.
La giunta di Cacate di Sotto ha proposto dei buoni benzina per i cittadini che cospargeranno i clochard di combustibile minacciando di dare loro fuoco. L’iniziativa ha immediatamente suscitato la violenta reazione dei gruppi ambientalisti che hanno denunciato il pericolo di inquinamento per l’aria provocato da un uomo che rimanga carbonizzato.
Nel comune di Sesto San Giuseppe diverse persone senza fissa dimora sono state aggredite dai passanti dopo essere state sorprese con dei sacchetti biodegradabili contenenti viveri ricevuti dalla Caritas.

Ma è di nuovo Como a guidare questa battaglia di civiltà: dopo alcuni tentativi con panchine eiettabili e offerte di coperte intrise di vaiolo, l’amministrazione pubblica ha annunciato un colossale progetto che comporterà l’elettrificazione di tutti i marciapiedi del centro cittadino allo scopo di infliggere una scossa a tutti coloro che si soffermeranno più del tempo sufficiente a guardare le vetrine dei negozi. “Io sono una persona concreta – ha dichiarato il primo cittadino – per cui so benissimo che non si può combattere la povertà. La povertà non puoi picchiarla, non puoi bastonarla, non puoi darle la scossa. Ma ai poveri sì. I poveri sono concreti”.
Non è ancora chiaro dove il Comune troverà i fondi necessari di circa 12 milioni di euro per finanziare tale impresa, ma si parla già di una joint-venture con diverse ‘ndrine disposte a fornire il loro contributo in cambio di permessi per smaltire rifiuti tossici in uno dei laghi della zona. Immediata la reazione degli ambientalisti, cui è stato però garantito che l’elettrificazione dei marciapiedi avverrà grazie a un impianto alimentato con energie rinnovabili, vento, sole e schiavi nigeriani.
Sarebbe un bel segnale di progresso – afferma l’assessore alle politiche asociali – un importante messaggio a chi sostiene che l’Italia sia una nazione divisa. Siamo un popolo che si esalta nelle difficoltà e che nel momento del bisogno ritrova tutta la sua solidarietà, specie per liberarsi di quei quattro straccioni che infestano le strade. Siamo un grande paese e Gesù sarebbe orgoglioso di noi”.

A chi gli fa notare che spendendo una cifra molto inferiore si sarebbero potuti promuovere progetti di recupero e reinserimento per tutte quelle persone disagiate senza doversi compromettere con la malavita organizzata, mettendo pure a rischio l’ambiente, il sindaco pacatamente risponde:
“Prima gli italiani!”
“Ma che c’entra?”
“No ius soli. Non si può occupare il suolo!”
“Ma non vuol dire quello!”
“Fanculo, buonisti del cazzo!”

“Ma..”
“Stop invasione”

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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