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Colto da sindrome di Stendhal davanti ad un Leonardo, ma è solo un attacco di diarrea

9 marzo 2014

VARIOPINTO (FI) – Brutta disavventura per il 43enne Raffaello Carrà, critico d’arte particolarmente noto nei salotti buoni di casa sua e stimato consulente per collezionisti.

Da diverso tempo, il Carrà collaborava anche con le forze dell’ordine per verificare l’autenticità delle opere d’arte ed attribuirne la corretta paternità. Grazie alla sua collaborazione, i carabinieri del Nucleo Operativo Anticontraffazione sono riusciti a smascherare decine di opere di abilissimi falsari e a ritrovare preziosi dipinti trafugati e finiti sul mercato nero.
Il suo contributo fu decisivo nel ritrovamento del famosissimo Urlo di Mou che ora è di nuovo esposto nel Museo di Arte Contemporanea di Chelsea, per la gioia degli estimatori dell’Art Eto’o.
L’abilità sopraffina di Carrà gli permette di distinguere un’opera vera da una falsa con un semplice colpo d’occhio: una pennellata fuori posto, un colore troppo saturo, un leggero odore di carbonio 14 troppo fresco ed il falso è smascherato.
Quando invece si trova davanti ad un’opera originale Raffaello Carrà è colto da un brivido emozionale di pura trascendentalità spirituale.
Mai un solo errore, mai una stecca: nell’ambiente, Carrà era sinonimo di impeccabilità oltre che di straordinaria musica da party anni ’80.

Oggi, però, il primo insuccesso che potrebbe costare al Carrà l’intera carriera, se non peggio.
Ed infatti, durante un’importante asta a Boccalonia (ZTL), un potenziale acquirente ha chiesto al Carrà di esprimere il proprio giudizio su un’opera giovanile attribuita a Leonardo.
Posto davanti all’opera – un raro ritratto da giovane di Abramo Lincoln – il Carrà ha cominciato a manifestare tachicardia, vertigini, una cravatta rosa e allucinazioni, fino a perdere completamente i sensi. Tutti i tipici sintomi della sindrome di Stendhal che come noto colpisce gli individui di particolare sensibilità artistica davanti a dei veri capolavori.

Il signor Pago Pantalone non ci ha pensato su neppure un secondo (“Conosco Carrà da tantissimi anni e non l’ho mai visto colto da tali emozionatissimi spasmi”) ed ha fatto un offerta di 3 milioni e mezzo di euro per aggiudicarsi il pregevole dipinto.
Dopo l’acquisto, però, l’amara scoperta: il quadro, in realtà, sarebbe un falso. Nello sfondo è infatti possibile intravedere l’immagine di un drappo di viscosa, tessuto che, ai tempi di Leonardo, non andava ancora di moda.
“Sono davvero sconcertato – ha dichiarato Pago Pantalone ai microfoni che passavano lì per caso – non capisco come Carrà possa aver simulato un tale straniamento di pervasione pànica. Mi sento truffato e rivoglio indietro i miei soldi”.
I medici specialisti del reparto di Stendhalogia hanno chiarito: “I sintomi manifestati dal Carrà erano in effetti molto simili a quelli della nota sindrome, ma si trattava in realtà di un’intossicazione alimentare, e precisamente un’infezione da Helicobacter Cacarellae”.

Al momento, Carrà risulta indagato per truffa aggravata ai danni di imbecille conclamato e la sua carriera potrebbe subire un duro colpo. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma un semplice messaggio ai giovani critici d’arte: “Non mangiate mai tubetti di rosso acrilico se sono aperti da più di una settimana”.

Da piccolo ho visto il Papa su un elicottero. Da allora ho sempre sognato di pilotare un Papa.

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