ciclisti_4

CICLISTA AMATORIALE SI METTE IN FILA INDIANA: RADIATO

2 ottobre 2013

RIMINI – Clamoroso gesto di protesta di un ciclista amatoriale questa mattina in Romagna. Mirko Paludi, 43 anni, sta infatti percorrendo la A14 tra Rimini e Cattolica per contestare la sua espulsione dalla FICA (Federazione Italiana Ciclisti Amatoriali).

Il Paludi era iscritto da anni a questa importante associazione che riunisce migliaia di ciclisti della domenica, ma negli ultimi mesi aveva ricevuto segnalazioni da parte di altri aderenti per alcuni comportamenti ritenuti inaccettabili: una volta si era fermato a un semaforo rosso; un’altra non aveva pedalato a fianco della ciclopista, ma ne aveva percorso un tratto; un’altra ancora aveva concesso la precedenza a un’auto.

Il Presidente della FICA, Lando Peda, era stato sollecitato ad espellere il Paludi per indegnità, ma essendo suo amico aveva deciso di concedergli un’ultima possibilità e l’aveva convocato per un’uscita di gruppo a cui avrebbe preso parte anche lui. All’inizio sembrava andare tutto per il meglio: il gruppo di ciclisti aveva iniziato a bucare semafori rossi, percorrere tratti contromano, tagliare la strada ad auto e motorini. Poi però il fulmine a ciel sereno: mentre i compagni pedalavano in superstrada uno a fianco all’altro, il Paludi procedeva in fila indiana, rendendo quasi agevole alle auto il superamento della carovana.

Il Peda allora aveva fermato il gruppo e chiesto spiegazioni al Paludi, che aveva solo saputo farfugliare una debole scusa: “Tre mesi fa un camion mi ha sfiorato e per poco non ci lasciavo le penne, ora ho paura a pedalare in mezzo alla strada”. A quel punto l’espulsione era diventata inevitabile: “Mi dispiace Mirko, ma sei fuori. Non ci possiamo permettere di cedere neanche un metro di strada”.

La decisione aveva ferito il Paludi, che l’indomani tentò di riconquistarsi il posto percorrendo l’autostrada in bicicletta. Una TV regionale aveva inviato una troupe per riprendere le gesta del ciclista e i membri della FICA assistevano commossi all’impresa: “Ora sì che ti riconosciamo! Mirko uno di noi!”.

Il Peda aveva quindi annunciato la sua immediata riammissione tra gli applausi di tutti, quando il Paludi era stato colpito in pieno da un camion con la Madonna dipinta, già resosi responsabile di un altro incidente. Ora il Paludi lotta tra la vita e la morte e i suoi compagni sono col fiato sospeso in attesa dei soccorsi, che però tardano ad arrivare: pare infatti che sulla circonvallazione che porta all’autostrada le ambulanze siano rallentate da una lunga carovana di ciclisti amatoriali.

 

 

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

Commenta