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Chirurgia: pescatore si fa allungare le braccia per mentire di più sulle prede

25 febbraio 2014

PESCARA – “E’ stato il sogno di tutta una vita, e ora si è avverato”. Sono queste le prime parole pronunciate da Alfio Scorfano, dopo il riuscito intervento di chirurgia estetica per allungargli le braccia di venti centimetri l’una.
Quella di Alfio è una storia come tante, un lavoro come impiegato presso le Poste del comune di Lasparo Grossa, una moglie e due figli, e una grande passione per le spacconate sulla pesca.
Ma la natura non ha regalato ad Alfio le doti necessarie per diventare un campione: alto un metro e settanta, braccia in proporzione, Alfio non ha mai potuto millantare le mastodontiche prede inventate da altri pescatori bugiardi, dotati di braccia più lunghe.
“Da piccolo – racconta Alfio – andavo pazzo per Bastiano Noddippiù (campione mondiale di esagerazioni per 4 anni consecutivi e detentore del record assoluto con la sua sogliola a 3 piazze, ndr). Vedere quell’omone di oltre due metri aprire le braccia, mentre descriveva un sarago grosso come un carro armato, mi affascinava. Così, per oltre 15 anni ho messo da parte i soldi necessari per l’intervento”.
Poi, la scorsa settimana, il desiderio si è avverato. Certo ci vorrà un po’ di tempo perché Alfio si abitui alle sue nuove capacità, come lui stesso ammette: “I medici hanno detto che per i primi sei mesi non devo esagerare, un’apertura eccessiva delle braccia rischia di farle schizzare via dal corpo, perciò non posso ancora dedicarmi alla pesca di squali balene. Per ora mi alleno con castagnole e ghiozzi. Ne ho preso uno di due metri e mezzo”.
E a chi gli rimprovera la futilità del suo capriccio, Alfio risponde: “Non mi sono fatto allungare le braccia solo per la pesca sportiva. Dopo 15 anni posso finalmente grattarmi quel fastidioso prurito alla schiena”.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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