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Cantiere denuncia anziano per stalking

1 ottobre 2015

Prisma (Cuneo) – Era l’ora dell’apericena quando sono scattate le manette per il signor Vladimiro Otto Genuario, ex docente di educazione artistica in pensione, fermato dai carabinieri con l’accusa di stalking nei confronti di un cantiere edile nella zona periferica della città.

Di solito non prendiamo mai troppo sul serio questo tipo di denunce” – spiega ai nostri microfoni, tra uno spritz e un piatto di pasta fredda, il coordinatore delle indagini, il maresciallo Rocco Pancetta – “un po’ perché, come testimonia ampiamente la cronaca, raramente dalle minacce si passa ai fatti, un po’ perché siamo sempre molto occupati col fantacalcio e un po’ perché, se lo facessimo, dovremmo arrestare la metà dei nostri appuntati (ovvero mezzo appuntato, ndr)”.

Ma, a quanto pare, questa volta era impossibile non agire: “Non so se ha mai avuto a che fare con un cantiere incazzato e spaventato, ma le assicuro che non è una bella esperienza. Ci ha messo in un subbuglio tale che abbiamo sbagliato tutte le formazioni!”.

E così, dopo estenuanti indagini durate circa mezz’ora, i carabinieri dell’arma sono riusciti a incastrare l’anziano pensionato, collezionando nei suoi confronti inconfutabili prove che lo inchiodavano alle proprie responsabilità.

“Considerando che il signor Genuario ha un passato da artista, all’inizio abbiamo preso in considerazione l’ipotesi che fosse un semplice omosessuale attratto dalla virile prestanza fisica degli operai rumeni e africani” – continua a spiegarci il maresciallo Pancetta – “ma nella sua abitazione abbiamo trovato degli indizi schiaccianti: foto di cantieri nudi fino alle fondamenta, una betoniera piena di malta ancora calda, una mappa della città in cui erano segnati tutti i cantieri aperti e le panchine nei paraggi, nonché, sul pc, centinaia di foto di ruspe, anche se riteniamo che quest’ultimo particolare sia da ascrivere all’orientamento politico dell’arrestato, noto sostenitore della Lega Nord”.

Il maresciallo Pancetta sembra anche abbastanza certo riguardo le conseguenze cui potrebbe andare incontro l’anziano stalker: “In teoria dovrebbe essere il giudice a dover decidere il suo destino, ma considerati l’età e il fatto che in Italia la maggior parte delle imprese edili sono in mano alla mafia, quando si arriverà al processo, probabilmente il sig. Genuario sarà già morto da un pezzo”. Non manca, però, in questa storia morbosa, una delicata nota romantica: “Se la mafia dovesse agire per prima, chissà che non decida di occultare il cadavere dell’imputato proprio sotto il cantiere per cui ha perso la testa”.

 Matteo Adami

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