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BULLO POETA MOLESTAVA LE SUE VITTIME CON VERSI

12 febbraio 2013

PADOVA – La vicenda si è svolta nell’istituto F. Petrarca, uno dei migliori della città. Le vittime, tutte quindicenni, avevano più volte denunciato il loro aguzzino, ma i professori avevano preso la cosa alla leggera. Anche perché questa volta non erano di fronte al solito bulletto, ma a un vero e proprio “Bullo Poeta” che importunava le sue vittime con dei versi poetici in rima baciata.

Gli atti di bullismo sono andati avanti fino a quando una delle vittime, in lacrime, ha minacciato di gettarsi dalla finestra dell’aula. Fortunatamente i suoi compagni sono riusciti a fermarlo e il ragazzo ha ricevuto l’assistenza di uno psicologo. Pare che a innescare il tentativo di suicidio siano stati gli ultimi versi, scritti su un foglio appallottolato che il bullo gli aveva lanciato sopra il banco: ADESSO RESTA LO SDEGNO/ D’ESSER TUO COMPAGNO/ IO AMBISCO ALLA GLORIA/ E NON CROGIOLARMI NELLA VANA BORIA/ MA SON PROBO E NON MI PIEGHERO’ AL VOLGO TUO ESSERE/ E PRESTO CANTERO’ GIULIVO IL TUO CESSAR D’ESISTERE/
I genitori delle vittime non solo hanno chiesto e ottenuto la sospensione del bullo, ma hanno imposto al professore di lettere di cancellare dal programma la poesia per sostituirla con qualche ora di jujitsu.

Sergio Marinelli

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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