(Foto: Tristano Nunfaride)

(Foto: Tristano Nunfaride)

Brignano fa un monologo sull’inculata e viene epurato dalla TV

7 novembre 2013

Pisa – Passerà alla storia come “L’Editto di Grignaccia”. Il premier Letta infatti, durante la visita di alcuni cadaveri di ultras livornesi, esposti alle porte del piccolo comune poco fuori Pisa, ha confermato quello che si vociferava già da alcune ore: Brignano è fuori dalla TV.

Durante il suo “Versacci a caso tour” il comico romano ha mietuto un grande successo di pubblico e critica, con battute folgoranti sull’attualità (Qui è tutto un magna-magna, Stamo in mutande e so’ pure zozze, ecc.) che hanno strabiliato i tantissimi spettatori accorsi in ogni teatro d’Italia. Il disastro è avvenuto durante la tappa al circolo ARCI di Rapallo. Dopo aver licenziato il suo agente per avergli trovato una location merdosa, il comico si sarebbe preparato allo spettacolo tracannando Braulio in grande quantità. Completamente sbronzo, si è presentato sul palco di fronte ad una folla di 56 persone, tutte abituate agli spettacoli morigerati e casti della Rai.

Lo show, a giudicare gli spettatori, è stata una lenta discesa verso l’inferno. Perso ogni freno inibitore, il rubicondo giullare si è messo a parlare di problemi intimi e profondi in maniera ironica, come l’ingerenza della Chiesa nello Stato, la mafia, Balotelli. Una breve parentesi sull’assurdità della storia di Noè (giustificata, secondo lui, dal fatto che Dio è un gay permaloso, perchè solo un gay permaloso passerebbe al diluvio universale per qualche battibecco) fino al fattaccio. Mezz’ora di monologo sull’inculata. Tutte le sue esperienze raccontate di fronte ad un gruppo di inibiti sessantenni hanno causato due infarti, un ictus e sette diarree esplosive.

La mattina dopo, svegliatosi sul suo stesso vomito, Brignano ha realizzato ciò che aveva fatto: esprimere le sue libere e profonde opinioni senza pensare al tornaconto, fregandosene di non indispettire il potere; quindi ciao ciao TV. La conferma delle sue paure è arrivata proprio da Letta, che in quel di Grignaccia ha scritto il capitolo conclusivo di una brillante carriera.

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