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Brasile. Al via la prima edizione delle “Olimpiadi del doping”

27 marzo 2015

Rio De Janeiro – A poco più di un anno dall’inizio delle Olimpiadi ufficiali, il Brasile si prepara ad accogliere una manifestazione meno prestigiosa ma sicuramente molto più divertente: si tratta delle prime Olimpiadi del doping. L’evento, che servirà anche per testare le strutture in vista del 2016, è stato voluto e organizzato proprio come avrebbero sognato i dottori Eufemiano Fuentes, Riccardo Agricola e Michele Ferrari. La settimana scorsa, durante la conferenza stampa di presentazione, sono stati rivelati lo slogan, “Buon sangue non vince”, e la mascotte, già idolo dei bambini, un simpatico pupazzo ispirato a Zdenek Zeman con due siringhe infilzate negli occhi, chiamato ‘Emo’.

Sarà l’occasione per rivedere in azione numerosi volti noti dello sport allontanati dai circuiti ufficiali, la maggior parte per via di qualche piccolo malinteso legato all’uso di sciroppi per la tosse, bistecche al clenbuterolo, cerotti analgesici, sesso orale al nandrolone e fiale di sangue di ghepardo conservate in freezer. Come se questo non bastasse, li si potrà ammirare mentre si cimentano con nuove ed avvincenti discipline. Per l’Italia, ad esempio, tutte le chance di vincere una medaglia sono riposte nell’atleta altoatesino Alex Schwazer, che gareggerà sia nella 5000 km di marcia che nel salto dei controlli antidoping. Grande attesa anche per la presenza di Lance Armstrong, il ciclista che detiene il record per il maggior numero di Tour de France revocati; a lui spetta il favore del pronostico nella gara di lacrime di coccodrillo e nella ormai ‘classica’ sudamericana Rio-Medellin-Rio. Come in tutte le olimpiadi che si rispettino tutti i fari saranno puntati sui 100 metri piani. Qui, accanto ai celeberrimi Tyson Gay, Ben Johnson e Asafa Powell, vedremo in azione il temibile messicano Ramiro “Speedy Gonzales” Gonzales che, grazie ai preziosi consigli del suo pluripregiudicato farmacista nonostante una forma altalenante come il suo umore, è stato capace di qualificarsi con l’incredibile tempo di 5 secondi e 19 centesimi indossando le infradito. Unica nota negativa, nessuna atleta cinese di nuoto presenzierà in quanto sprovviste di una squalifica ufficiale.

Da non trascurare anche gare “minori” d’apertura, non meno avvincenti come Lancio della siringa, tiro della cocaina, ematocrito in alto, flebo sincronizzate, tutti sport che meriterebbero visibilità tutto l’anno, e non soltanto per pochi giorni ogni quadriennio. E parlando di sport solitamente trascurati, va citata sicuramente la gara che chiuderà le Olimpiadi: il centathlon. Se pensate che il triathlon sia per fighette e il decathlon per anziani, il centathlon è quello che fa per voi: cento discipline diverse da portare a termine. Una gara all’ultima prescrizione, dalla corsa con le ciaspole nella giungla amazzonica al tiro dell’anaconda, dall’arrampicata sul Cristo Redentore alla retata nelle favelas nella prova a squadre della morte e molto altro, il tutto nel minor tempo possibile.

“C’e’ grande attesa” conferma uno degli organizzatori ” Stiamo realizzando l’utopia di ogni sportivo, è come se in Formula 1 tutte le macchine fossero uguali e contasse solo il pilota o come se tutte le squadre di Serie A potessero fare spese pazze in fase di calciomercato per poi spalmare il loro debito con la salvacalcio come Milan, Inter, Lazio e Roma” e lancia un appello in nome della fratellanza e della sportività: “Se anche voi non ne potete più degli sport in cui a vincere sono i più forti, i più ricchi o quelli che se lo meritano di più, le Olimpiadi del doping fanno al caso vostro e ricordate Atleta pulito, atleta finito!“. L’appuntamento è a partire da domani in diretta su Raisport 1 e che seguirà tutti gli eventi e che ha previsto riuscirà sicuramente a superare l’attuale record dei 24 spettatori giornalieri.

 

Davide Rossi e Vittorio Lattanzi

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