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Boldrini: “Bonus agli italiani che si colorano la faccia per solidarietà con gli immigrati”

10 gennaio 2014

Roma – Non si sono ancora spente le polemiche in merito all’indicazione del ministro Kyenge di usare gli animali domestici degli italiani come cibo per gli immigrati, che Laura Boldrini getta ulteriore benzina sul fuoco in un tema già così scottante e ricco di scontri come quello dell’immigrazione. Durante una cena in un noto ristorante della capitale, in cui ha chiesto di essere servita da camerieri uomini perché stufa di vedere solo le donne svolgere mansioni umili, la presidentessa della Camera, notando ai tavoli attorno a lei sia famiglie di italiani sia di immigrati e, soprattutto, la differenza di trattamento ad esse riservata, colta da improvvisa epifania, è balzata in piedi sul tavolo esclamando: “Ecco la soluzione!” e ha iniziato a declamare la sua proposta: “È normale che ci sia tutta questa differenza, quest’odio e questa discriminazione. Voglio dire: guardate le differenze cromatiche. Il problema è la PELLE!”

Quando una commensale le fa umilmente notare che anche Hitler era partito da simili ragionamenti, la Boldrini precisa: “Ma no, non avete capito! È naturale che i nostri amici immigrati siano intimoriti e commettano reati o altre leggerezze: non fanno in tempo ad arrivare che si vedono immediatamente circondati da volti bianchi e si spaventano! Qua bisogna cambiare le regole, dare una svolta a questo Paese in merito all’integrazione!” Dopo aver chiesto un foglio di carta ed essersi vista portare uno dei vari rotoli di scontrini mai usati, la Boldrini ha iniziato a scrivere in modo ossessivo-compulsivo quella che aveva tutta l’aria di essere una proposta di legge. “Ecco qui!”  – ha esclamato la presidentessa della Camera – “Questa è l’idea: visto che i nostri amici immigrati sono a disagio nel vedere sempre le nostre pallide facce, voglio esortare gli italiani a dipingersi il viso, in modo tale che chiunque sbarchi sulle nostre coste si senta accolto da volti amici e rassicuranti”. Attorno al tavolo si è percepito un senso di disagio e si sono avvertiti vibranti mormorii e lamenti, ma la Boldrini ha nuovamente rassicurato i commensali: “Ovviamente gli italiani che, volontariamente, decideranno di dipingere il proprio viso e quello dei loro familiari per far sentire meglio gli immigrati, riceveranno dei sostanziosi incentivi statali e numerose agevolazioni! Che non si dica più che lo Stato aiuta solo lo straniero! Manovre come questa saranno esempi di come il cittadino italiano sia al primo posto. E per tingersi andrà bene tutto, dalla fuliggine al lucido da scarpe”. A titolo di esempio, la stessa Boldrini si è dipinta la faccia con della crema di profiterole e si è diretta verso la cassa per pagare ma i proprietari le hanno chiesto il permesso di soggiorno e poi l’hanno cacciata dal locale. La presidentessa, per nulla scomposta, è poi corsa a depositare il disegno di legge, corsa letteralmente, perché appena scesa in strada si è trovata subito inseguita da una falange di Forza Nuova.

Marco Bressanini

Dal 2008 conduce una brillante carriera nel precariato. Prima è stato studente, vagabondo e frontman di una one man band, da cui si è separato per dissidi interni.

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