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Basta Evian, Voss o Kona Nigari: un miliardo di poveri sarà drenato per dissetare i ricchi

25 marzo 2015

Sembrava l’ennesima proposta shock per creare polemiche. Invece, a quanto pare, è tutto vero, la ricerca scientifica è stata condotta dal Prof. Machinne dell’Università di Buenos Aires. Famoso per le sue teorie originali sull’origine della povertà, il quale non ha mai nascosto la sua antipatia verso la dottoressa Drenta, antropologa e strenua sostenitrice della teoria della cruna dell’ago.

Il prof Machinne ha appena pubblicato un articolo scientifico da titolo: “Perché sprecare l’acqua dei corpi dei poveri è immorale”, dove propone, appunto, di drenare i poveri oramai in fin di vita, per dissetare i ricchi o tutti coloro che possono permetterselo economicamente.

A stretto giro di posta è arrivata la risposta della dottoressa Drenta, che ha definito Machinne ‘figlio della banalità di una scopata’, teorizzando, appunto, quanto danno possa recare un fugace amplesso.

Diatriba tra i due a parte, la proposta, oltre a tanta indignazione, ha portato anche molti magnati della finanza a prendere la cosa sul serio. “In effetti,” ci dice un famoso imprenditore, noto per la sua avversione alle cravatte “bisogna vederli come donatori di organi; nessuno può salvare i poveri e se il loro misero corpo può ancora servire a qualcuno be’, questo potrà comunque  diventare un bene per l’umanità agiata. Non è più tempo di sprechi“.

Un’azienda si è spinta oltre, proponendo tanto di etichetta e bottiglia da commercializzare, creando la Poverissima, facsimile della famosa acqua valtellinese.

Non sono mancate le solite polemiche nel nostro paese, dove Salvini chiede che sia rintracciabile il povero liofilizzato perché, chiede: “Noi vogliamo bere solo acqua che viene da poveri italiani, chi me lo dice che non sto bevendo uno zingaro!“.

Persino all’Organizzazione delle Nazioni Unite stanno valutando seriamente la questione “Perché,” si legge in una nota “se l’acqua sarà l’elemento per il quale si combatteranno le future guerre che, com’è noto, saranno le vittime più povere a vivere l’orrore di tali conflitti, si potrebbe allora supportare la proposta del Prof. Machinne per evitare a monte tali catastrofi“. Un cane che si morde la coda? staremo a vedere.

Sergio Marinelli

 

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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