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Banca del Seme a rischio crack: “Abbiamo problemi di liquidità”. E arriva il “Decreto Salva-Sperma”

14 dicembre 2015

Prosta (TA) – “Abbiamo problemi di liquidità”, afferma il vicepresidente Pier Luigi Selve con l’espressione di chi sa di aver fatto una battuta del cazzo. Ma la verità è che la crisi che ha colpito alcune banche italiane non ha risparmiato nemmeno la Banca del Seme Cooperativo di Prosta, vicino Taranto. “Una situazione difficile a cui sto cercando di rimediare io stesso depositando nuova liquidità – continua lo smunto dirigente– ma non posso andare avanti per molto, la politica deve aiutarmi, mi aspetto almeno forniture governative di zabaione”.

E gli aiuti non si sono fatti attendere. Sarà perché – come dicono i maligni – la figlia del vicepresidente è molto vicina al Presidente del Consiglio, sta di fatto che il governo è prontamente intervenuto con il cosiddetto “Decreto Salva-Sperma”, che se da una parte mette al sicuro decine di posti di lavoro, i depositi dei correntisti e il culo dello stesso vicepresidente, dall’altra azzera gli spermatozoi degli azionisti.

“Ho perso la sborra di una vita – afferma in lacrime il 74enne Pietro Nordmi sono fatto ingolosire dalla prospettiva di guadagnare il 15% di spermatozoi in più, ma adesso non mi è rimasto più nulla”.

Ma uno spiraglio si apre anche per chi teme di aver perso tutto. La CEI, infatti, sta facendo pressione sull’esecutivo per salvare quei milioni di spermatozoi che potrebbero diventare futuri bambini.

Non si esclude, quindi, che il governo possa correre ai ripari, cercando di risarcire anche chi aveva investito in sperma tossico. L’unica soluzione che al momento si fa strada è quella prospettata dallo stesso Matteo Renzi: “Organizzeremo a Firenze, presso la ex-stazione Leopolda, un grande bukkake. Tutti gli uomini di questo Paese sono chiamati a dare il loro contributo portando idee, energia nuova, ma soprattutto tanta sborra”.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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