Foto: SynergyByDesign (flickr.com)

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Bambino mette in crisi il Papa: “Perché Dio manda terremoti solo nelle zone sismiche?”

26 ottobre 2015

Roma – Momenti di imbarazzo nella Parrocchia “Enrico De Pedis”, nel quartiere Magliana, dove Papa Francesco ha incontrato i bambini che frequentano il catechismo.

Tutto si stava svolgendo senza intoppi: le famiglie erano felici e il Papa aveva rassicurato tutti sul suo stato di salute proiettando la radiografia della sua testa sulla facciata della chiesa, quando il piccolo Donato ha preso la parola per rivolgere una domanda al Pontefice:

“Santità, perché Dio manda terremoti solo nelle zone sismiche?”

Bergoglio ha dapprima farfugliato qualcosa, poi si è portato la mano alla fronte ed è rimasto per alcuni minuti in atteggiamento pensoso. Nella sala è sceso il gelo, tanto che il parroco ha dovuto tirarsi su i pantaloni. La Congregazione per la Dottrina della Fede si è riunita immediatamente su Skype, producendo pochi minuti dopo un comunicato che Francesco ha prontamente letto: “Gli eventi sismici, al pari di altre manifestazioni della potenza della natura, sono i segnali che Nostro Signore utilizza per comunicare alle sue creature il disappunto per i loro comportamenti. Il fatto che essi avvengano in prossimità di faglie che premono l’una contro l’altra, accumulando energia che poi deve essere inevitabilmente rilasciata, è da considerarsi del tutto casuale”.

Non soddisfatto della risposta il piccolo Donato ha continuato a incalzare il Papa, dando vita a un botta e risposta che riportiamo fedelmente:

“Quindi vuol dire che in Sardegna, dove i terremoti sono rarissimi, ci vivono solo brave persone?”

– “Sì.”

– “Eppure anche loro avranno sicuramente dei comportamenti non adeguati…”

– “Se ti riferisci a quella cosa delle pecore, chi siamo noi per giudica…”

– “No, dicevo in generale. Che ne so, l’Anonima Sarda, per esempio. O peggio, Francesco Cossiga.”

Ma è stato a questo punto che, dopo un cenno del cardinal Bagnasco, il bambino è stato prelevato da due individui vestiti di nero con occhiali da sole a specchio e portato via su un’auto di grossa cilindrata. Di lui al momento non si hanno notizie.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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