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Baldini in cura per ludopatia: “Sto meglio, mi danno a 3,75”

29 gennaio 2015

Roma – Prosegue con successo il percorso di cura di Marco Baldini. Il popolare conduttore radiofonico – dopo aver perso a poker l’edicola di Fiorello – ha deciso di rivolgersi al CRISI (Centro Recupero Inaffidabile Scommettitori Incalliti) per curare la sua grave forma di ludopatia.

Il responsabile del CRISI, il professor Pomata, ci parla dei progressi di Baldini: “Marco si è inserito perfettamente nel nostro gruppo di lavoro e segue la cura con entusiasmo. Il merito è anche del metodo ideato dal mio socio, il dottor Mandrache, che consiste nel coinvolgere attivamente il paziente nel percorso di cura, sfruttando la sua malattia a fin di bene. Per esempio, quando è l’ora della pillola, prendiamo un tavolino e tre bicchieri e nascondiamo la pillola sotto uno di questi, così il paziente deve puntare sul bicchiere giusto per avere la cura. Anche le sedute di gruppo con lo psicologo sono in realtà delle lunghe partite di Texas Hold’em, durante le quali i malati posso esprimere la loro aggressività repressa”.

Ma il sistema che riscuote più successo è la possibilità per i pazienti di scommettere sulla propria guarigione o su quella degli altri. “Ogni settimana comunichiamo le quote, che variano in base ai progressi dei nostri ospiti, e ognuno può puntare dei soldi – continua il Pomata – questo motiva tantissimo i malati di ludopatia, che preferiranno guarire piuttosto che perdere una scommessa”.

Lo stesso Baldini conferma il buon andamento del suo percorso di recupero: “Sto molto meglio, questa settimana i medici mi danno a 3,75. Sono motivatissimo, anche perché ho scommesso la casa di Fiorello sulla mia guarigione e mi dispiacerebbe molto se dovesse perderla, specie ora che siamo in pieno inverno”.

Ma c’è anche chi nutre delle perplessità sul metodo del CRISI: “Nessuno vince e nessuno guarisce – afferma il Presidente di FederDipendenze Enrico Cinaschi – perché scommettendo sulla loro guarigione i malati del gioco perpetuano la loro dipendenza. Sospettiamo che dietro la gestione del CRISI si nasconda in realtà un giro di truffatori, personalmente sarei pronto a scommetterci”.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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