Annibale

Annibale: “Porterò il circo in segno di pace a Roma. Spero che gli elefanti non siano fraintesi”

17 maggio 2015

Carthago Nova, 218 a.C. – Segnali di distensione tra Cartagine e Roma. Il condottiero e impresario  africano Annibale tende una mano al suo storico nemico e annuncia di aver scelto la capitale italica come prossima tappa del suo celebre Circo Africano, in modo da ristabilire un legame di amicizia, a vent’anni dalla fine della Guerra Punica, evento che siamo certi non si ripeterà.

Sarà uno spettacolo magnifico,” – annuncia Annibale dalle pagine del Papiro della Sera “i nostri artisti circensi stanno preparando nuovi numeri da presentare in anteprima. In particolare ci stiamo concentrando sulla sfilata degli elefanti, che ci ha reso celebri in tutto il Mediterraneo. Un grande onore per Roma, un omaggio che ci sentiamo di dedicarle col cuore“. Ma aldilà delle dichiarazioni ottimistiche di Annibale, suo fratello Asdrubale non nasconde di avere qualche piccolo dubbio: “L’arrivo del circo deve essere una sorpresa, per rafforzare l’effetto di meraviglia, però non vorremmo che magari i romani fraintendessero il gesto, specie dopo i piccoli disagi di Sagunto (otto mesi fa a Sagunto, durante una tappa del circo, gli elefanti trovarono alcune botti di vino rovesciate, si ubriacarono e rasero al suolo la città, NdR). Per questo abbiamo inviato un messo per comunicare al Senato e ai consoli che le nostre intenzioni sono pacifiche. Mentre noi saremo in viaggio verso le Alpi, il messo dovrebbe giungere da sud a Roma in tutta tranquillità: è notizia di ieri che la barca si trova già in Sicilia ed è stata vista nei pressi di Scilla e Cariddi“.

Non è ancora certo quali saranno i risultati di questa strategia. Annibale punta sicuramente sul fatto che i romani sono grandi estimatori dell’arte circense. Pare che anche a Roma stiano preparando un nuovo spettacolo, magari proprio in onore di Cartagine. Voci di ambulacrum affermano che gli impresari stanno spendendo ingenti somme nell’acquisto di animali esotici, sopratutto leoni.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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