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Animalisti contro gli eredi di Schrödinger: “Basta esperimenti mentali sui gatti”

6 giugno 2015
Vienna (Austria) – Il MIAO (Movimento Internazionale degli Animalisti Obnubilati) ha depositato una richiesta di danni contro gli eredi del defunto fisico quantistico Erwin Schrödinger presso il tribunale della capitale austriaca . La richiesta è stata fatta a nome dei tantissimi gatti ipotetici (circa il 50% del totale) che sarebbero ipoteticamente morti durante gli esperimenti eseguiti nei laboratori di fisica quantistica sparsi in tutti i 5 continenti, nonché in alcuni universi paralleli.
Il portavoce dell’associazione ha dichiarato: “è crudele ipotizzare che vi sia una funzione d’onda che rappresenta, al tempo stesso, il gatto vivo e il gatto morto e che, all’atto dell’osservazione, la funzione collassi determinando o meno l’innesco di un dispositivo letale che uccide la povera bestiola. Ci si domanda perché Schrödinger non abbia ipotizzato uno stato quantistico unico. Avrebbe risparmiato la vita di tanti ipotetici felini”.
Si calcola che siano stati almeno 8 milioni, secondo le fonti più accreditate, i micetti ad aver perso ipoteticamente almeno una delle loro vite, negli ottant’anni trascorsi da quando l’esperimento è stato compiuto per la prima volta.
Sono durissime le accuse mosse dagli avvocati del MIAO, secondo i quali “Schrödinger era un irresponsabile” e avrebbe “causato sofferenze inutili agli animali più amati e più cucciolosi del pianeta: è giusto che gli eredi paghino per gli errori commessi dal loro avo”.
Secondo notizie non ancora confermate il tribunale di Vienna avrebbe accolto l’istanza cautelare del MIAO, ma si sarebbe riservato la possibilità di svolgere la prima udienza presso i laboratori del CERN di Ginevra, per verificare dal vivo l’effettiva crudeltà dell’esperimento. Inutili i tentativi dell’Avv. Pierr Angels, difensore degli eredi di Schrödinger, di spiegare che non esiste alcun laboratorio al mondo in cui questi esperimenti vengano materialmente svolti.
Cionostante, l’Avv. Angels appare piuttosto fiducioso: “Quando i giudici saranno chiusi in camera di consiglio, credo che finiranno per darci ragione e contemporaneamente torto. E comunque non lo sapremo fino a quando non avremo letto la sentenza”.
Antonio Crisafulli

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