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Allarme Onu: nel 2020 sui marciapiedi davanti alle scuole finirà lo spazio per i SUV

17 dicembre 2015

New York – Non c’è solo il cambiamento climatico a preoccupare i grandi del pianeta. Dopo l’accordo di Parigi (che sancisce il limite di aumento della temperatura globale a 1,5 gradi e che prevede, in caso di violazione, il bombardamento della Terra), le Nazioni Unite hanno diffuso stamattina un comunicato che ha messo in ombra anche le più apocalittiche previsioni prospettate di recente dall’Assemblea, come la scadenza di tutti gli yogurt che ora stanno in frigo entro il 2027, la fine di Don Matteo il 29 marzo 2039, lo scudetto al Frosinone nel 2041, la guerra tra Russia e Urano nel 2050 (sono ancora in corso i complessi calcoli per verificare se in quell’anno Vladimir Putin sarà Presidente o Primo Ministro), senza dimenticare la non del tutto trascurabile completa scomparsa dell’acqua dal pianeta entro la prossima settimana.
Infatti, secondo i calcoli dell’UNHUMMER, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per la difesa dei veicoli pacchiani ed estremamente inquinanti, nell’anno 2020 sui marciapiedi potrebbe terminare lo spazio occupabile dai SUV.

Nonostante i tentativi di rassicurazione dell’UNKEEPCALM, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i tentativi di rassicurazione, l’allarme ha seminato il panico tra gli stronzi di tutto il mondo, che da anni lasciano i loro pachidermici mezzi motorizzati ovunque sia vietato farlo: dai parcheggi alle rampe riservate ai disabili, fino alle piste ciclabili, solo per dimostrare di avercelo grosso. Fatto assodato nonostante le smentite dell’UNWORLDASSHOLE, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per gli stronzi di tutto il mondo che da anni lasciano i loro pachidermici mezzi ovunque sia vietato farlo solo per dimostrare di avercelo grosso.

La notizia rischia di ledere soprattutto le granitiche certezze di una categoria cruciale per le vendite di queste auto divora risorse mondiali (sia le vendite sia le risorse): le mamme con figli in età scolare, che potrebbero ora vedersi costrette a posteggiare su graziose aiuole fiorite o addosso a umili utilitarie disposte ordinatamente non lontano dall’ingresso dell’istituto del pargolo (ventenni compresi). L’UNMILF, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti delle madri che non vogliono far camminare i figli perché si sciupano, si è già dichiarato disponibile a coordinare progetti e iniziative in tutto il mondo per sventare questa annunciata catastrofe.

In Italia, il premier Renzi si è subito detto empaticamente coinvolto dalla questione e ha promesso che il piano Buona Scuola 2 – Il Governo colpisce ancora (che in futuro, quindi, potrebbe diventare il Buona Scuola 5) prevederà la costruzione di nuove scuole proprio per potervi collocare davanti dei marciapiedi su cui lasciare i suv più ingombranti: “Non è che solo perché lo dice l’Onu, una cosa deve per forza accadere. Noi non siamo il mondo, noi siamo l’Italia, e l’Italia è fuori dal mondo. Occorrono nuove scuole, ma non perché sono poche o perché quelle che ci sono hanno i soffitti che crollano in testa ai ragazzi! No! Costruiremo nuove scuole perché nuove scuole vuol dire che ci sarà la cosa più importante per un grande paese come il nostro: nuovi marciapiedi su cui le mamme possono lasciare il loro Freemont o il loro Porsche Cayenne. Perché tutti noi siamo mamme che portano i figli a scuola e che non vogliono si stanchino troppo, dato che dovranno essere in forze per costruire il grande futuro che merita il nostro paese!”

Immediato il plauso dell’UNBUHAIOLO, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per… be’, c’è bisogno di dirlo?

 

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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