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Addio Babbo Natale, i bambini italiani chiedono i regali a Vladimir Putin

22 dicembre 2015

Italistan – Con l’approssimarsi delle festività natalizie, come sempre accade, ci si interroga su quali saranno i regali più desiderati dai bambini italiani. Quest’anno però la sorpresa maggiore non è data tanto dai doni richiesti nelle letterine, quanto dal destinatario delle stesse. Un’indagine condotta da un gruppo di ex spie sovietiche ha rivelato infatti che un numero sempre crescente di pargoli del Belpaese non invia più le proprie richiesta a Babbo Natale, ma al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Pare infatti che molti bambini non si fidino più del vecchio lappone vestito di rosso, ma ripongano le loro speranze nel grande condottiero russo. Putin da sempre gode di grandi simpatie soprattutto tra chi si dice “né di destra né di sinistra” – quindi è di destra – e come è logico si sente irrimediabilmente attratto dalla figura di un ex membro del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e tenente colonnello del KGB.

Santa Vlad, come è stato soprannominato, è l’unico personaggio in grado di difendere le nostre tradizioni secolari e proteggerci dalle insidie dell’invasione islamica. Perciò è naturale che, mentre ordina i bombardamenti dei caccia russi contro le basi dell’Isis in Siria, il giorno del Santo Natale si sposti su una slitta trainata da giornalisti ostili mascherati da renne per distribuire i doni desiderati dai patriottici bambini italiani cristiani.

Nelle letterine inviate a Putin i regali richiesti si discostano leggermente da quelli del passato. I più gettonati quest’anno sono: i due marò, una testata nucleare, un isotopo radioattivo del polonio da offrire a tutti i buonisti, una fornitura di gas naturale, l’Uzbekistan (o un’altra repubblica ex-sovietica a piacere) e un dissidente russo da usare come animale domestico – anche se in questo caso i genitori tentano di dissuadere i bambini: “Poi chi lo porta a fare i bisogni?”, “Che non entri in casa ché sporca, può stare solo in giardino!”, “Non chiedeteci di comprargli le scatolette, mangerà solo i nostri avanzi!”.

Andrea Michielotto & Marco Matelli

Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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