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Accordo Lega-M5S: la Isoardi stirerà anche le camicie di Di Maio

9 aprile 2018

SGUALCI (TO) – Dopo un lungo tira e molla tra Lega e Movimento 5 Stelle, alla fine l’accordo di governo è arrivato. Durante una riunione segreta in una tintoria di Sgualci, nel torinese, i due leader hanno stabilito che la presidenza del consiglio andrà a Matteo Salvini, in cambio Elisa Isoardi, la compagna del segretario della Lega, dovrà stirare anche le camicie di Luigi Di Maio.

Ci è sembrata la soluzione giusta per tutti – ha dichiarato Salvini – io posso finalmente guidare questo paese, Elisa può dedicare più tempo al suo hobby e starmi meno tra i coglioni e Di Maio sarà sempre in tiro con colletti e polsini inamidati, requisiti fondamentali se vuole diventare un leader”.

Ho accettato a patto che la Isoardi pubblichi tutto su Instagram – gli fa eco Di Maio – perché per noi la trasparenza è tutto. Inoltre così posso far riposare un po’ Roberto Fico che è lo stiratore ufficiale di tutte le camicie del Movimento”.

L’accordo prevede anche l’attuazione di alcuni provvedimenti su cui i due schieramenti hanno trovato una convergenza:

Uso di un ferro da stiro a risparmio energetico. Su questo punto Di Maio è stato irremovibile e ha già provveduto a inserire alcuni modelli nel carrello di Amazon.

Uso di acqua proveniente dalle sorgenti del fiume Po. Con questo punto Salvini intende accontentare i nostalgici della Lega degli esordi.

Stiratura anche delle mutande della Taverna. Perché, come ha detto lei: “Io nun c’ho più tempo de fa ‘ncazzo

I termini dell’accordo – già ribattezzato “Il patto della tintoria” – verranno annunciati ufficialmente durante un nuovo convegno dell’Associazione Casaleggio, dove sono invitati tutti i giornalisti tranne ovviamente Jacopo Iacoboni de La Stampa. La motivazione è stata diffusa da Rocco Casalino: “Iacoboni non indossa camicie, ma solo magliettine sfigate come Thom Yorke, il suo cantante preferito. Dunque non è gradito al Movimento”. Pronta la replica di Iacoboni: “Proverò a entrare ugualmente con una maglietta dei Radiohead e un fake plastic badge”.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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